5 espressioni inventate da Shakespeare che usi spesso

Questa settimana il Regno Unito celebra la Shakespeare Week, un’iniziativa annuale finalizzata ad avvicinare i bambini alle opere immortali di William Shakespeare.

Così ho pensato che sarebbe stato interessante ricordare alcune frasi entrate nell’uso comune anche nella nostra lingua.

L’influenza di Shakespeare ha una portata enorme nel panorama culturale (letteratura, teatro, poesia, cinema…), ma è soprattutto la lingua che ha beneficiato del suo grande contributo, non solo dal punto di vista della grammatica, ma anche del lessico. Pensa che Shakespeare inventò oltre 2000 parole nella lingua inglese, così come innumerevoli espressioni ormai entrate nell’uso corrente di tutte le lingue grazie alle sue opere tradotte.

E non mi riferisco al celeberrimo “Essere o non essere” di Amleto, ma a frasi che utilizzi spesso in italiano, magari senza sapere che sono state usate da Shakespeare per la prima volta.

Una selezione di espressioni inventate da Shakespeare:
  1. Una reputazione senza macchia
    (Riccardo II, Atto I, Scena 1)
  2. Abbiamo visto giorni migliori
    (Come vi piace, Atto II, Scena 7)
  3. L’amore è cieco
    (Il mercante di Venezia, Atto II, Scena 5)
  4. Non ho chiuso occhio
    (Cimbelino, Atto III, Scena 3)
  5. Sebbene l’ultima, non la meno importante
    (Re Lear, Atto I, Scena 1)

Come vedi, si passa dalla reputazione integerrima al dio bendato dell’amore, fino all’abusata espressione “Last but not least“, che Shakespeare riadattò da una precedente versione.

Quale di queste espressioni shakespeariane usi di più? Ne conosci altre?
Fammelo sapere nei commenti.
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