Glossari sulla moda e risorse terminologiche

I glossari sulla moda sono uno strumento utile per chi lavora nell’industria della moda italiana. Il linguaggio della moda è infatti infarcito – talvolta in modo esagerato – di termini stranieri, per lo più inglesi e francesi.

Così oggi vorrei condividere alcune risorse disponibili online che fanno chiarezza sulla terminologia del settore.

L’industria della moda è multilingue, certo, ma l’inglese e il francese sono le lingue principali, benché le lingue orientali stiano diventando imprescindibili: aumentano sempre più i buyer stranieri attratti dal Made in Italy che provengono da Russia, Emirati Arabi, Corea e Giappone.

Queste risorse terminologiche non sono utili soltanto ai traduttori professionisti specializzati nella moda che lavorano con l’inglese, il francese e l’italiano, ma anche agli operatori del settore.

Qui di seguito le risorse linguistiche selezionate.

Glossari sulla moda:

Spero che queste risorse ti siano utili. Oppure se conosci qualcuno a cui possano essere d’ausilio, condividi questo post. Grazie!

Che cosa rende attraente una lingua straniera?

Esistono motivi personali e scientifici alla base delle nostre preferenze per una lingua straniera. Ma cosa prevale in realtà tra ragione e sentimento?

Adoro l’inglese e il francese da sempre, tanto da scegliere la traduzione come attività professionale che mi permette di impiegare queste lingue di lavoro insieme all’italiano. Però ammetto di prediligere l’accento, lo spelling, la pronuncia e il vocabolario britannico rispetto all’equivalente americano.
La mia passione per l’inglese britannico ha ragioni soggettive? Tra i tanti fattori possibili, potrebbe essere una conseguenza della smodata ammirazione che nutro per le produzioni della BBC… ma è davvero così?

Di certo l’esperienza personale influisce sulla predilezione per una lingua straniera.

Inoltre un’associazione mentale può avere un impatto negativo nei confronti di una lingua.
Esempio: un ascoltatore superficiale non sopporta la lingua tedesca perché, purtroppo, la associa al nazismo e considera questa lingua come simbolo di asprezza, rigidità, atteggiamento inflessibile. Invece il tedesco è la lingua romantica per eccellenza, visto che il Romanticismo ha radici profondamente tedesche.

Eppure una lingua appare più o meno attraente per ragioni non del tutto soggettive. Secondo gli studi della sociolinguistica, esistono fattori rigorosi alla base:

  • Se una lingua è ampiamente diffusa (come l’inglese), tendiamo a preferirla a una lingua minore utilizzata da una piccola comunità.
  • Lo status politico, economico, culturale e sociale di un Paese influisce sulle nostre preferenze.
  • Se abbiamo una percezione positiva di una determinata comunità linguistica, allora tendiamo ad apprezzare maggiormente la lingua di tale comunità.

E le nostre impressioni prettamente personali?
Credo che il suono, la musicalità, l’armonia e la familiarità di una lingua abbiano una certa influenza soggettiva. Ognuno di noi preferisce una lingua rispetto a un’altra per ragioni individuali e difficili da razionalizzare, ma che forse sono legate alla sfera emotiva, alle esperienze vissute in prima persona, alle associazioni mentali ispirate da una lingua straniera.

Tuttavia è difficile distinguere tra i fattori che prevalgono nelle nostre preferenze: “ragione e sentimento” sono equamente coinvolti.

Spero che queste parole ti abbiano indotto a riflettere sulle tue percezioni personali.
Perché preferisci una lingua straniera piuttosto che un’altra? Riesci a individuare i motivi alla base delle tue preferenze?

Aspetto la tua opinione. 😉