Chi ha paura dei numeri?

La localizzazione è l’adattamento di un testo (o di un sito web, un’applicazione, un prodotto) alle aspettative linguistiche e culturali di una cultura specifica.

Quando si vende un prodotto all’estero, occorre adattarlo al target di riferimento, che ha esigenze comunicative diverse rispetto a quelle del contesto di origine.

Ecco alcuni interventi tipici nella localizzazione di un contenuto per un’altra cultura:

  • sostituire le valute e le unità di misura
  • aggiornare le foto e i colori del materiale promozionale con immagini più familiari e colori più idonei
  • modificare il formato delle date e degli indirizzi
  • cambiare il layout o il design di un sito web
I numeri nei nomi di prodotto

La localizzazione può interessare anche i nomi dei prodotti commercializzati.

I numeri sono spesso presenti nei nomi di prodotto. Il primo esempio che può venire in mente è il profumo Chanel n. 5.

I numeri contraddistinguono soprattutto i nomi dei diversi modelli di un prodotto tecnologico, come lo smartphone.

Andiamo nel dettaglio e consideriamo i modelli di iPhone.

Hai mai fatto caso che dopo l’iPhone 8 è uscito l’iPhone X? E il modello numero 9?

Ecco i motivi culturali.

Evitare il numero 9 è stata una scelta deliberata della Apple in questo caso, proprio come fanno altre aziende quando lanciano prodotti sul mercato internazionale. Esattamente come Microsoft che, dopo Windows 8, ha introdotto Windows 10.

Due esempi eclatanti: il numero 4 e il numero 9

Dal punto di vista del marketing, alcuni numeri sono volutamente assenti sul mercato perché potrebbero creare problemi di carattere culturale all’estero.

In Giappone, il numero 9 si pronuncia “ku” o “kyu”, il cui suono ricorda quello della parola “sofferenza” o “tormento”. Dato che il Giappone è tecnologicamente all’avanguardia, ha senso che giganti come Apple e Microsoft abbiano preferito evitare gaffe culturali. Insomma, una strategia da tener presente.

E il 4?

In coreano e per molte culture asiatiche, il numero 4 si pronuncia “si”, omofono della parola che significa “morte”.
L’avversione per il 4 è talmente diffusa in Cina, Taiwan, Corea e Giappone che si parla di una vera e propria fobia: la tetrafobia. Così in molti edifici non esiste il quarto piano.

I numeri sfortunati più famosi: il 13 e il 17

Il discorso è analogo a quello che facciamo in Italia con il numero 17, considerato un numero sfortunato perché il corrispondente numero romano, XVII, è l’anagramma di VIXI (“vissi”), che appariva come epigrafe su molte tombe romane.

Per le culture occidentali il numero universalmente associato alla sfortuna è il 13. L’origine più nota di questa superstizione è legata alla tradizione cristiana secondo cui Giuda Iscariota, che tradì Gesù, era il tredicesimo commensale dell’Ultima Cena.

La paura per il numero 13 è radicata nella cultura popolare occidentale. Esistono film al riguardo e alcune compagnie aeree, come Air France e Ryanair, non prevedono una fila 13 sui loro voli.

I numeri e la localizzazione: tiriamo le somme

Nel mercato globale, l’adattamento di prodotti, marchi e contenuti ai valori e alle tradizioni delle culture locali ha un valore immenso.

Come hai letto, bisogna tener conto anche dei numeri e del significato che assumono in altre culture.

Mostrare cura e rispetto per le tradizioni culturali è una marcia in più per aziende di qualsiasi dimensione che intendono internazionalizzare la propria attività.

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