Perché aggiungere i sottotitoli ai video aziendali

I contenuti video sono sempre più popolari. Si stima che entro il 2022 i video rappresenteranno oltre l’82% di tutto il traffico internet.

Qual è il motivo alla base di questa crescita?

L’utente medio non si sofferma più a leggere gli articoli o i post di un blog (!), è sempre di fretta, ricorda poco ciò che legge e preferisce fruire in modo diverso dei contenuti online. In cima alla classifica ci sono proprio i video.

Infatti le immagini e i suoni rimangono maggiormente impressi nella memoria. Per questo un’azienda dovrebbe includere i video nella propria strategia di marketing.

Il video marketing è lo strumento ideale per rafforzare l’identità del brand. Grazie ai video apprezzati dagli utenti, aumentano le condivisioni e le visualizzazioni perché si lavora tanto sulle emozioni e c’è quel potenziale di viralità a cui tutti ambiscono più o meno tacitamente.

La situazione tipica

L’utente sta scorrendo la sua bacheca Instagram o Facebook, è un follower della pagina aziendale e si imbatte nel video che hai appena pubblicato.

Vorrebbe visualizzare il video apparso nel suo feed, però non può attivare l’audio perché si trova sui mezzi pubblici, in un locale, in una sala d’attesa. O magari è in ufficio e non vuole che il capo si accorga che non sta lavorando, bensì sta facendo tutt’altro.

Non ha le cuffiette a disposizione, quindi l’unica scelta possibile è andare oltre e ignorare il tuo video.

Come convincere l’utente a cliccare su play?

Con i sottotitoli!

Un video sottotitolato:

  • è la soluzione al dilemma di sopra. Chi non può attivare l’audio può guardare comunque il video e capire il suo contenuto grazie ai sottotitoli. Quindi se si tratta di un video in italiano, i sottotitoli nella stessa lingua aumentano il bacino di utenza.
  • migliora l’accessibilità perché ha un pubblico di riferimento più ampio, ossia i non udenti.
  • rafforza la brand awareness coinvolgendo il target internazionale. Se il video che presenta il tuo marchio è in italiano, grazie ai sottotitoli in inglese il numero di utenti che lo guarderà e lo comprenderà aumenta in modo esponenziale.

Ora torna ai primi cinque paragrafi di questo articolo e rifletti su quanto il video aziendale sottotitolato possa fare la differenza.

Sì, ma di quali video parliamo?

– Video istituzionale
– Tutorial
– Spot
– Interviste in fiera
– Formazione

Insomma, non ti resta che scegliere, stabilire un budget e creare la strategia migliore per la tua azienda con i collaboratori giusti.

Perché affidarsi allo stesso traduttore professionista

Quando collabori con un traduttore professionista per la prima volta, crei una relazione di fiducia reciproca.

Il preventivo, il lavoro consegnato con puntualità, la fattura e il pagamento sono soltanto quattro passaggi che fanno parte di un rapporto più articolato e stimolante sia per il fornitore che per il cliente.

Se vuoi internazionalizzare la tua attività, sai che parte del lavoro consiste nel presentare una versione multilingue del materiale promozionale della tua azienda:

  • il sito web aziendale
  • le descrizioni prodotto
  • i cataloghi
  • i contenuti dei social
  • la newsletter

Il tuo obiettivo è promuovere la tua attività, i tuoi prodotti e/o servizi anche all’estero?

Il traduttore professionista ti aiuterà in questa impresa. Dovresti rivolgerti a un traduttore specializzato nel settore del marketing, visto che i traduttori professionisti non sono tuttologi, bensì si specializzano in determinati settori.

Dopo il briefing iniziale, un altro passaggio da non trascurare è l’invio di materiale di riferimento, come i glossari e la guida di stile. Se li hai a disposizione, è fondamentale inviarli al traduttore, che seguirà le istruzioni per garantire la coerenza stilistica e terminologica dei tuoi contenuti.

Alla fine del lavoro, il cliente soddisfatto tende ad affidarsi nuovamente allo stesso traduttore professionista per altri incarichi.

Potresti essere tentato a scegliere un fornitore che applica tariffe più basse, ma in questo modo correresti diversi rischi. Ad esempio, dovresti ricominciare il processo di ricerca dall’inizio, dalla richiesta di preventivo all’invio del materiale di riferimento, allungando le tempistiche (che, confessa, sono sempre molto ridotte).

Oltre alla qualità della traduzione, ricorda altri fattori. Il traduttore a cui ti affidi:

  • diventa la voce del tuo brand. E non puoi cambiare voce in continuazione, andando a scapito dell’uniformità di stile dei tuoi contenuti;
  • assicura la coerenza della terminologia utilizzata da un incarico all’altro;
  • acquista una familiarità crescente con i tuoi contenuti, i tuoi prodotti e la tua azienda.

Lavoro come traduttrice freelance dal 2014 e, collaborando con alcuni clienti ormai da anni, è inevitabile provare empatia nei confronti dello sviluppo della loro attività: i traguardi raggiunti, la crescita all’estero, i successi da loro ottenuti mi gratificano, perché ho dato il mio contributo e li aiuto a raggiungere i risultati che desiderano per l’espansione della loro attività.

Si tratta di un rapporto vincente: grazie al traduttore professionista, raggiungi nuovi mercati, contatti un numero maggiore di utenti, aumenti il numero di clienti e le vendite dei tuoi prodotti all’estero.

Quando si collabora, i successi intellettuali di una persona stimolano la passione e l’entusiasmo degli altri collaboratori.

Alexander Von Humboldt

Il traduttore vive nel futuro

Nel suo lavoro quotidiano, il traduttore supera il confine del presente per valicare un’altra dimensione temporale. Non si tratta di fantascienza, ma dello scenario affascinante in cui si immerge il traduttore professionista.

Hai mai pensato a questo aspetto intrigante?

Infatti il traduttore osserva da una prospettiva privilegiata contenuti che sbocceranno agli occhi del pubblico in un prossimo futuro. Si muove in due ambienti strettamente connessi fra loro, il dietro le quinte e l’anteprima. E per forza di cose vive nel futuro.

La professione del traduttore implica che questi venga proiettato nel futuro.

Pensa a un traduttore letterario: legge in anteprima il libro che dovrà tradurre e che poi sarà pubblicato nel mercato in cui opera. Una bella soddisfazione, vero?

Un discorso analogo riguarda il traduttore dell’audiovisivo, che traduce i sottotitoli di un film o di una serie tv che saranno disponibili in futuro nella sua lingua. Magari è un grande appassionato proprio di quella serie, oppure adora l’attore protagonista del film di cui traduce i sottotitoli. La possibilità di usufruire di questi contenuti in anteprima (ovviamente nella totale riservatezza!) è una delle gioie del traduttore specializzato in questo settore.

L’anticipazione è uno degli aspetti che preferisco della mia professione.

Quando traduco per il settore turistico, mi occupo di presentazioni di eventi e mostre che si svolgeranno in futuro, oppure di siti web, newsletter e brochure che si rinnovano in vista di una nuova stagione turistica.
Il turismo proietta sempre il traduttore nel prossimo futuro. In estate si traducono prevalentemente i contenuti per la stagione invernale. Così, mentre fuori ci sono più di 30 gradi e tendiamo a pensare al mare, la traduzione mi immerge nelle attività di un comprensorio sciistico oppure nell’atmosfera natalizia di destinazioni turistiche che prosperano nel periodo delle feste di fine anno.

Analogamente, durante i mesi invernali le traduzioni per il turismo riguardano la stagione balneare dell’anno successivo, o magari le nuove offerte di un resort o di un villaggio turistico per i mesi estivi. Così, con una tazza fumante accanto al pc e le mani congelate dal freddo, trascorro ore a tradurre le descrizioni di posti da sogno in riva al mare.

Il risultato? Un bellissimo senso di dépaysement quando distolgo gli occhi dallo schermo e mi ritrovo nel presente.

La moda è un altro settore in cui avviene qualcosa di simile. Il lancio di una campagna pubblicitaria, le collezioni stagionali e le tendenze che caratterizzeranno la quotidianità diversi mesi a venire corrono sempre a una velocità frenetica che trasforma il presente in passato.

Nell’ambito marketing scopri il dietro le quinte di un prodotto, traducendo la descrizione e le caratteristiche tecniche che magari verranno pubblicate su un sito e-commerce. E ti sembra di essere parte integrante del team che ha creato il prodotto finito dando il tuo piccolo ma prezioso contributo affinché questo possa essere commercializzato.

Insomma, magari potrà sembrare banale o scontato, ma per me tutto ciò rende stimolante questa professione ogni giorno.

Che ne pensi? 😀

Hai adattato la grafica del tuo materiale promozionale multilingue?

Se hai un’attività professionale che mira a intercettare i clienti all’estero, la traduzione del materiale promozionale è un passo fondamentale: cataloghi, brochure, sito aziendale, e-commerce e magari post sui social.

Ma dopo aver stabilito in quali lingue tradurre questi contenuti in base al mercato target, occorre aggiungere qualcos’altro per consolidare la strategia di marketing multilingue.

Si tratta della localizzazione, che comprende anche l’adattamento della grafica del materiale promozionale.

Molte aziende trascurano questa fase e, agli occhi del potenziale cliente straniero, non dimostrano di conoscere a fondo la cultura di riferimento.

Infatti le differenze culturali si riflettono anche nella grafica, ad esempio nella scelta e nella disposizione delle immagini, nonché nell’uso di colori e simboli.

Immagini

Nei Paesi occidentali, il senso di lettura va da sinistra verso destra. Ma in arabo si scrive e si legge da destra a sinistra, quindi la disposizione delle immagini dovrebbe tener conto di questa differenza quando si adatta un contenuto promozionale nella lingua araba.

Perciò non trascurare le differenze culturali nell’impaginazione!

Attenzione anche alle immagini che raffigurano le persone. Non scegliere modelli o immagini stock con uomini e donne occidentali, se stai adattando le immagini ai Paesi orientali.
Inoltre non offendere la sensibilità culturale di riferimento a causa della diversa percezione della nudità: una modella che espone alcune parti del corpo non è accettata da alcune culture del Medio Oriente.

Colori e simboli

Le differenze culturali si manifestano anche nell’uso dei colori. Ad esempio, il bianco è associato alla purezza e all’innocenza nei Paesi occidentali, mentre è il colore del lutto in Cina e in India.

Rifletti anche sulle emoticon e le faccine che ormai abbondano sui social network.
Il simbolo con il gesto del pollice in su associato al “mi piace” di Facebook può presentare alcuni problemi, perché non comunica sempre approvazione, condivisione e incoraggiamento come per gli europei e gli americani. Si tratta di un gesto volgare ed estremamente offensivo in alcune culture asiatiche e in Estremo Oriente.

Come puoi vedere, è indispensabile tener conto delle preferenze della cultura di riferimento quando si adatta non solo il testo ma anche la grafica del materiale promozionale multilingue.

Prima di stampare e pubblicare i tuoi contenuti, rifletti su questi elementi e avrai una marcia in più rispetto alla concorrenza. 😉

3 consigli per l’email marketing multilingue

Nonostante la popolarità dei social media, l’email marketing resta uno strumento molto efficace per convincere gli utenti che ricevono messaggi commerciali ad acquistare i servizi e prodotti proposti nella email.
Le email di massa, indifferenziate e molto frequenti continuano a suscitare diffidenza e a essere considerate come posta indesiderata, perché urlano il messaggio “vendere, vendere, vendere!” suscitando l’effetto opposto a quello desiderato.

Ma una strategia oculata di email marketing può essere di successo se i messaggi promozionali sono personalizzati in base ai destinatari.

Consideriamo l’email marketing multilingue.
Un’azienda adotta questo approccio per inviare messaggi commerciali a utenti web al di fuori dei confini nazionali al fine di consolidare il suo processo di internazionalizzazione.

Un elemento appare scontato: il contenuto deve essere tradotto, altrimenti l’iniziativa è inutile. Quindi un’azienda italiana non può inviare una newsletter in italiano a utenti che parlano lingue diverse e pretendere un riscontro positivo con conseguente acquisto da parte dell’utente.

1. Scegli il tuo target

I visitatori del tuo sito web non sono soltanto della tua nazionalità, ma anche utenti stranieri che vivono in altri Paesi e parlano altre lingue. Puoi scoprirlo analizzando su Google Analytics le statistiche delle visite del tuo sito: ricaverai informazioni sulla lingua degli utenti, la loro provenienza geografica e le pagine visitate.

Quando ti rendi conto che i visitatori del tuo sito vivono anche all’estero, capisci che una campagna di email marketing deve considerare il fattore linguistico. Allora fai tradurre la tua newsletter in inglese.
Per carità, rivolgiti a un traduttore professionista. Non vorrai certo affidare a Google Translate un messaggio commerciale che debba invogliare l’utente all’acquisto! Il risultato deprimente della traduzione automatica farà scappare l’utente, che ti etichetterà come spam.

Però l’inglese non basta. Se con le statistiche di visite del tuo sito hai scoperto che hai molti visitatori in Russia o in Francia, traduci i tuoi contenuti in russo o in francese. Così incoraggerai l’utente a effettuare l’acquisto.
È una questione di fiducia: circa il 55% degli utenti effettua acquisti online quando le informazioni sono presentate nella loro lingua.

2. Non solo traduzione: localizza la campagna di email marketing

Tradurre il contenuto di una newsletter non basta. È necessario adattare il messaggio (testi, immagini, valute, unità di misura) alla cultura di riferimento, perché alle differenze linguistiche si aggiungono le differenze culturali fra utenti che parlano lingue diverse e vivono in Paesi diversi.
Quindi la localizzazione è indispensabile.

Supponiamo che hai un’e-commerce di prodotti cosmetici e vuoi lanciare un’offerta promozionale con una campagna globale di email marketing in occasione della Festa della Mamma. In Italia e in molti altri Paesi questa ricorrenza è celebrata la seconda domenica di maggio, ma nel Regno Unito si festeggia molto prima (la quarta domenica di Quaresima) e in Francia alcune settimane dopo (fine maggio). Avrebbe senso lanciare un’offerta del genere in questi due Paesi in concomitanza con la Festa della Mamma in Italia?
No. Anzi, dimostreresti di non conoscere la differenza temporale di questa ricorrenza e quindi di non conoscere il tuo pubblico.

3. Considera il fuso orario per la programmazione

Sì, considera il fuso orario. Se vuoi inviare una newsletter agli utenti in Cina, cerca di rispettare gli orari locali. L’utente è più diffidente se gli arriva una email alle 2 di notte e magari tenderà a considerare quel messaggio di posta elettronica come spam.
Per aumentare il tasso di apertura della tua newsletter, fai in modo di inviarla a un’ora adeguata.

L’email marketing multilingue non deve essere sottovaluta. Al contrario, può influire molto sull’aumento dei profitti della tua attività… se utilizzi questo strumento correttamente.

Branding: 5 motivi per cui il verde è il mio colore

Il verde è da sempre il mio colore preferito, ma questo non è il motivo per cui ho deciso di utilizzarlo anche nel mio personal branding.
Ogni colore trasmette un messaggio ben preciso. Il potere dei colori di suscitare un’emozione è utilizzato nel marketing e, se ci fai caso, ogni brand sfrutta la psicologia del colore per comunicare sensazioni, valori e promesse.

Nel mio piccolo ho scelto il verde. Tuttavia il verde della mia identità professionale non è associato alle classiche immagini di speranza, giovinezza, natura e ambiente.

1. Equilibrio e armonia
Come traduttrice freelance, il mio lavoro consiste nel garantire il perfetto equilibrio fra testo di partenza e testo di arrivo. L’equilibrio caratterizza la traduzione attraverso il passaggio da un sistema linguistico e culturale a un altro.

2. Permesso e passaggio
La luce verde del semaforo è il segnale che permette il passaggio. E io devo aiutarti a superare le barriere linguistiche e culturali che ti impediscono l’accesso a una lingua o cultura diversa dalla tua. Tradurre (trans «oltre» e ducĕre «portare») è il trasferimento da una lingua all’altra: questo passaggio è la mia professione.

3. Crescita e prosperità
Non bisogna mai smettere di imparare. La formazione continua e tutto ciò che imparo lavorando come traduttrice freelance (nuovi significati, parole, espressioni, argomenti, strumenti) mi permettono di crescere ogni giorno e di far prosperare l’attività dei miei clienti che, grazie alla traduzione dei loro contenuti, possono scoprire nuovi mercati oltre i confini nazionali.

verde branding4. Il tricolore e le lingue di lavoro
Lavoro con l’inglese, il francese e l’italiano. Il bianco, il rosso e il blu sono i colori che si ripetono nelle bandiere della Gran Bretagna e della Francia. Il bianco e il rosso sono anche due colori del tricolore italiano: il terzo colore dell’Italia, il verde, è l’unico colore presente su una bandiera soltanto fra quelle che identificano le mie lingue di lavoro. E questa unicità del verde del tricolore italiano corrisponde alla mia madrelingua.

5. Costanza e perseveranza
L’impegno costante e la determinazione sono requisiti indispensabili per la mia professione. Senza la motivazione giusta non si ottengono risultati, soprattutto quando si è freelance. Così cerco sempre di non arrendermi anche nei momenti di difficoltà.

Traduttore freelance e potenziale cliente: come fare una buona impressione

Il traduttore freelance è sempre alla ricerca di clienti: agenzie di traduzioni, aziende, privati, organizzazioni. La lista non finisce qui ed è decisamente varia.

Ma oltre a prendere l’iniziativa per intercettare potenziali clienti interessati ai suoi servizi di traduzione, talvolta è il cliente a contattare il traduttore per la prima volta. In questo caso l’email o la telefonata del potenziale cliente arriva grazie al passaparola, oppure come risultato dell’ottimo lavoro di personal branding del traduttore freelance, che raggiunge una certa visibilità online grazie al sito, al blog e ai suoi profili social.

Quando è il cliente a contattare il traduttore freelance, quest’ultimo deve fare di tutto per assicurare una buona impressione e dimostrarsi degno della fiducia che il potenziale cliente ha voluto accordargli alla sua prima richiesta.

Ecco i miei suggerimenti in base alla mia esperienza.

Rispondi con rapidità

I tempi di risposta hanno una grande importanza. Se il potenziale cliente ti ha mandato un’email, cerca di rispondere tempestivamente alla sua richiesta. Che si tratti di un preventivo o della possibilità di incontrarsi e discutere del progetto, dimostra la tua disponibilità rispondendo nel più breve tempo possibile.
Se il cliente ha contattato vari traduttori, quasi sempre il primo traduttore freelance a rispondere è quello che finisce per aggiudicarsi il lavoro.

Comunica con un linguaggio semplice

A meno che tu non abbia a che fare con un’agenzia di traduzioni, il potenziale cliente non conosce la terminologia specifica utilizzata dal traduttore freelance. Quindi spiega cos’è una cartella o un CAT tool, oppure non dare per scontato che il potenziale cliente sappia la differenza fra traduzione e localizzazione.

Usa un linguaggio chiaro e semplice, evitando i termini troppo tecnici, e comunica con un linguaggio comprensibile per il potenziale cliente.

Personalizza la comunicazione

C’è il cliente che non hai mai incontrato e con cui hai sempre lavorato attraverso lo scambio di email, ma c’è anche quello che ha bisogno di conoscerti di persona o che preferisce comunicare al telefono.

Il segreto per instaurare un ottimo rapporto è adattarti allo stile di comunicazione del cliente. Allora personalizza il tuo approccio comunicativo secondo le sue esigenze, facendolo sentire unico.
Poi è ovvio che, sebbene il tuo cliente preferisca una chiacchierata di lavoro a uno scambio di email, la parola scritta (preventivo, ordine, eventuale contratto, fattura) non deve mai mancare.

Cerca di essere la soluzione, non il problema

A volte il potenziale cliente ti contatta per un progetto relativo a un ambito di specializzazione che non ti appartiene o per una combinazione linguistica che non corrisponde alle tue lingue di lavoro attive e passive. Oppure vorresti accettare il lavoro, ma la richiesta arriva in un periodo in cui stai già lavorando a numerosi progetti con consegna imminente.

In quei casi in cui non puoi accettare il lavoro proposto, non diventare fonte di ulteriori difficoltà per il potenziale cliente, ma cerca di trovare una soluzione: proponi un altro collega, mettilo in contatto con un traduttore freelance che lavora con quel particolare settore o nella combinazione linguistica richiesta dal cliente e diversa dalla tua. Questa volta non otterrai il lavoro, ma il potenziale cliente sarà grato per la soluzione che hai fornito e si ricorderà di te. E magari in futuro ti contatterà di nuovo per un progetto che potrai accettare senza problemi.

Cosa ne pensi? Quali altri suggerimenti possiamo aggiungere per fare una buona impressione?

3 frasi da non usare nella comunicazione aziendale

I luoghi comuni della comunicazione aziendale sono tanti e li trovi ovunque: nelle brochure, nei siti web, nelle presentazioni aziendali, così come nei cataloghi.
Io ho individuato tre frasi in particolare che non dovresti usare nei tuoi testi.

1. Azienda leader del settore
Esiste una sola azienda leader del settore?
Io sono certa che, come me, hai letto che decine di aziende si definiscono leader del settore specifico in cui operano, magari proprio nella stessa fetta di mercato. E allora come fa un’azienda a essere leader se invece è una tra le tante?

Quindi sarebbe meglio utilizzare un’espressione meno abusata per descrivere un’azienda che si distingue particolarmente o che occupa una posizione di rilievo nel settore, magari giustificando in modo oggettivo questa rilevanza.

2. Azienda giovane e dinamica
Spesso trovi la variante “contesto giovane e dinamico”. Sì, ma che significa?
L’età media degli impiegati è molto bassa. Nell’azienda regna il caos. Ecco, confesso che sono le prime cose che mi vengono in mente quando leggo questa definizione.

Ti suggerirei di optare per soluzioni che descrivono una realtà stimolante, che punta sull’intraprendenza dei suoi impiegati.

3. Interfacciarsi con il cliente
Questo è un esempio in rapida ascesa che deriva dal linguaggio informatico (così come un verbo che non sopporto, “implementare”, che ora si usa in tutte le salse). E trasmette una totale freddezza.
Non preferiresti espressioni più chiare, come interagire, stabilire un contatto o semplicemente comunicare con il cliente?

Il mio consiglio è: evita di appiattire la comunicazione aziendale con queste tre espressioni.
Puoi rivolgerti a un copywriter, a un professionista della scrittura, per cercare soluzioni creative e rendere originali i tuoi testi.

Conosci altre frasi abusate nella comunicazione aziendale? Ci sono espressioni simili a queste che non sopporti?
Ti aspetto nei commenti.

Marketing emozionale o razionale? Conosci la risposta!

Il marketing razionale e il marketing emozionale sono due approcci diversi per promuovere un servizio o un prodotto.

Queste strategie di marketing vengono utilizzate da un’impresa, un brand o un professionista per convincere il cliente ad acquistare un determinato prodotto o servizio, risultando efficaci in alcuni casi e poco idonee in altri.

Ma in cosa si distinguono? Quale tra i due è il migliore approccio al marketing?
Marketing razionale

Il marketing razionale presenta un prodotto o un servizio in maniera oggettiva, descrivendo le sue caratteristiche e i benefici a vantaggio del consumatore finale.
Con una sorta di elenco degli elementi che lo contraddistinguono, il prodotto o servizio rivela la sua utilità al potenziale cliente, che decide di acquistarlo o meno secondo parametri oggettivi.

Il prodotto soddisfa il mio bisogno? Sì o no. La questione è basata sulla concretezza.

Marketing emozionale

Il marketing emozionale fa appello alle emozioni del potenziale cliente per persuaderlo all’acquisto. L’obiettivo è suscitare una sensazione, appassionare, commuovere, stupire, entusiasmare. Spesso si tratta di creare un bisogno che magari non esiste.
Il potenziale cliente decide di acquistare sulla base di motivi personali e irrazionali, che poi vengono giustificati in maniera razionale.

Perché voglio comprare proprio quel profumo? Magari perché mi appassiona la storia che è alle spalle della sua realizzazione o perché mi identifico nelle vicissitudini del profumiere, la cui creatività mi ha ispirato.

E oggi?

Oggi si tende ad adottare una strategia di marketing emozionale, come dimostrano recenti studi. Fare leva sulle emozioni risulta più efficace proprio perché le emozioni sono alla base delle nostre scelte (anche se non vogliamo ammetterlo).

Ma esiste un ostacolo. È difficile stabilire una connessione emotiva con un target molto vasto ed eterogeneo. Uomini e donne, adolescenti e anziani. Una strategia di marketing emozionale può essere efficace con un gruppo, ma suscitare la completa indifferenza dell’altro.

Quindi il brand dovrebbe puntare a una nicchia, a un target mirato per ottenere risultati.
O meglio: analizzare uno specifico target dovrebbe essere alla base di ogni strategia di marketing. Il segreto è tutto qui.

Anche perché è molto difficile riuscire ad emozionare un target vastissimo, come è accaduto nel 2012 in occasione dei Giochi Olimpici di Londra. Confesso che ancora oggi non riesco a trattenere le lacrime di fronte al magnifico spot Procter & Gamble diretto dal premio Oscar Alejandro González Iñárritu sulle note di Ludovico Einaudi.

La localizzazione sui social media

La localizzazione è un’attività che non riguarda solo testi, prodotti e siti web, ma anche i social media. Perché per una strategia di marketing di successo spesso la traduzione non basta.

I social media sono ormai necessari per potenziare la comunicazione online di un’azienda, un’attività professionale o una struttura ricettiva. E sono utili anche a intercettare potenziali clienti all’estero grazie a specifiche strategie di web marketing sui social.

La pratica più diffusa consiste nella semplice traduzione di tweet su Twitter e di aggiornamenti di stato su Facebook. Ma questo a volte non è sufficiente.

Invece della traduzione occorre servirsi della localizzazione.
Per ottenere risultati concreti con gli utenti stranieri, una strategia di social media marketing deve tenere presente non solo i fattori linguistici (lingua, terminologia, stile dell’utente) ma anche:

  • Il contenuto da adattare al Paese o cultura di riferimento
  • I canali social da utilizzare

Innanzitutto il contenuto deve essere adattato alla cultura di riferimento.
Per esempio, se un’azienda cosmetica o di abbigliamento intende intercettare utenti dell’Estremo Oriente sui social perché mira a esportare i suoi prodotti in quei Paesi, è sconsigliato pubblicare immagini di donne nude o in bikini sui profili social aziendali, perché queste immagini potrebbero urtare la sensibilità degli utenti asiatici e scoraggiarli all’acquisto.

Pertanto la localizzazione sui social media riguarda anche il contenuto da pubblicare o condividere, che deve essere adattato a un Paese specifico, a un’area geografica o a un determinato gruppo culturale, a seconda degli obiettivi di marketing e vendita.

Bisogna anche ricordare che nel mondo i canali social più popolari non sono necessariamente quelli che noi utilizziamo più spesso.
In Cina è impossibile accedere a Facebook, come ho potuto sperimentare l’anno scorso, perché Facebook è bloccato dai firewall del governo. Quindi è inutile adottare una strategia di social media marketing mirata ad attirare gli utenti cinesi su questo canale. Sarebbe invece preferibile utilizzare altri social network, come Qzone, che in Cina conta 388 milioni di utenti registrati.

Grazie alla localizzazione sui social media, puoi incrementare le tue possibilità di successo tenendo conto non solo di fattori linguistici, ma anche delle abitudini degli utenti stranieri sui social network.