Un ponte verso i tuoi obiettivi oltre le distese conosciute

Stai attraversando una strada stretta tra i boschi.

Non c’è nessuno lì con te.

Sai bene in che direzione vuoi andare. Percorri l’unico itinerario possibile, non ci sono percorsi brevi o alternativi per raggiungere la tua meta.

Troverai un orizzonte di mille possibilità: tante altre strade che conducono in luoghi inesplorati, ricchi di opportunità e di persone da conoscere. Occasioni da cogliere soltanto raggiungendo questa destinazione, e non nei luoghi che conosci già che hanno limitato il tuo mondo fino a questo momento.

All’improvviso capisci che per raggiungere la meta dovrai affrontare un ostacolo che sembra insormontabile. Ti fermi ed esiti: davanti a te la strada è interrotta, ma in cuor tuo lo sapevi già.

Aspetta un secondo, osserva meglio. E quel ponticello?

Qualcuno lo sta costruendo per superare il corso d’acqua. Ti aiuterà ad attraversarlo, traghettandoti verso la sponda davanti a te.

Quella persona è lì per aiutarti. Senza di lei non potresti andare oltre e proseguire verso la strada che diventerà più ampia e si diramerà in altre vie da esplorare.

Quella persona conosce il corso d’acqua ed è là per facilitare il tuo percorso. Gli ultimi ritocchi e il piccolo ponte è pronto.

All’inizio esiti. Vorresti contare soltanto sulle tue forze, magari tornare sui tuoi passi. Rinunciare?

Senti un senso di vuoto soltanto all’idea di abbandonare l’impresa.

Anche se tornassi indietro, non saresti più la persona che eri prima di affrontare questo percorso. Ti ha cambiato.

Non ti accontenti più di un campo limitato, vuoi esplorare altri panorami. E potrai farlo soltanto con l’aiuto di quel costruttore di ponti.

Decidi di fidarti.

Pensavi fosse instabile, ma mentre lo attraversi ti rendi conto che il ponte è saldo e sicuro, non hai paura di cadere.

Quella persona sorride e ha fiducia in te.

Ti allontani sempre di più e alla fine eccoti, ce l’hai fatta. Hai attraversato il ponte e sei dall’altra parte.

I colori sembrano più vividi, c’è una luce che non avevi mai visto prima. Guarda quante strade lì davanti a te.

Proseguire è una sfida, certo, il rischio è sempre dietro l’angolo.

Ma grazie a quel ponte che non è crollato hai così tante opportunità fra cui scegliere.

Ora sì che comincia l’avventura.

Questa storia è una metafora

Una metafora che descrive l’impatto del lavoro del traduttore sul mondo.

Il mio lavoro di traduttrice freelance è proprio questo: costruire ponti linguistici per farti raggiungere orizzonti inesplorati. Nuove prospettive e opportunità ti attendono andando oltre lo scenario che ti è familiare, quello della tua lingua e della tua cultura.

Non sapevi dove ti avrebbe condotto questa storia. Prova a rileggerla con la consapevolezza della metafora.

Ho voluto omaggiare così la Giornata Mondiale della Traduzione. 🙂

La domanda a bruciapelo da non fare a un traduttore

Quanto costa una traduzione?

Una domanda a cui difficilmente troverai risposta sul sito web di un traduttore professionista, incluso il mio.

Un argomento tabù

Infatti il prezzo è un argomento su cui c’è poco confronto innanzitutto per motivi di competitività fra i colleghi traduttori, che sono al tempo stesso concorrenti soprattutto se si occupano delle stesse combinazioni linguistiche e sono specializzati negli stessi settori.

Così si parla raramente delle tariffe applicate.

Ma è anche vero che il prezzo di una traduzione non è fisso.

Le variabili

Le tariffe di un traduttore possono essere applicate in vari modi: a parola, a cartella, a progetto, a ora.

Tutto dipende dal testo da tradurre tenendo conto di fattori quali il formato, la lunghezza, lo scopo, i tempi di consegna, ecc.

Quindi il traduttore professionista presenterà un preventivo personalizzato che può essere ritenuto “più alto” soprattutto in virtù dell’esperienza e delle qualifiche del traduttore, il cui lavoro sarà di qualità superiore rispetto a quella di un neolaureato.

Il prezzo non è il punto di partenza

In tutta franchezza, è ovvio cercare informazioni sulle tariffe applicate da un traduttore come da qualsiasi altro professionista. Anche perché spesso si tratta del parametro principale che guida verso la scelta di un traduttore freelance piuttosto che un altro.

Tuttavia, dire di aver bisogno di una traduzione e chiedere semplicemente “Quanto costa?” è un passo falso. O meglio, una domanda fuori luogo che necessita di tante precisazioni per avere la risposta di cui si ha bisogno.

Per elaborare un preventivo, il traduttore deve innanzitutto prendere visione del testo da tradurre.

Se rientra nelle sue competenze e specializzazioni, terrà conto del tempo necessario per svolgere il lavoro e consegnarlo nei termini richiesti, ma anche dell’impegno che occorre per lavorare al progetto.

Un esempio classico: il testo è in PDF o in formato modificabile? Occorre del tempo extra per convertire il file o estrarre il testo?

Chiedere quanto costa non basta

Pertanto è meglio contattare il traduttore professionista contestualizzando la domanda “Quanto costa la traduzione?”. Illustra il progetto nel dettaglio e allega il testo da tradurre, specificando:

  • le combinazioni linguistiche
  • la data di consegna
  • il destinatario e lo scopo della traduzione
  • eventuali materiali di riferimento già utilizzati o approvati (come glossari e guide di stile)

Soltanto in questo modo sarà possibile presentare un preventivo su misura che poi, ovviamente, si può anche rifiutare.

Del resto un semplice “no grazie” è sempre meglio del silenzio che segue ad alcune richieste di questo tipo. 😉

Lunga vita al blog

Ho pubblicato il primo post del mio blog esattamente sei anni fa, poco dopo aver aperto la Partita Iva.

Su questo blog ci sono 150 articoli.

In sei anni è cambiata la frequenza di pubblicazione. All’inizio pubblicavo un articolo alla settimana, poi due al mese. Da due anni scrivo un articolo al mese.

Del resto il flusso di lavoro è diventato più intenso col passare del tempo, quindi ho dovuto aumentare l’intervallo tra un post e l’altro del mio blog per questioni organizzative.

Ma questo spazio resta fondamentale per la mia attività.

C’è chi comincia a fare blogging con entusiasmo, poi smarrisce motivazione e costanza e ci si ritrova con blog fermi da mesi o da anni senza neppure un ultimo post che comunica al lettore: “scusa, non ho più tempo di scrivere sul blog”.

Poi magari si infarcisce il profilo Instagram di didascalie chilometriche un giorno sì e l’altro pure.

Perché non dire chiaramente come stanno le cose?
Perché non dire che non c’è più interesse a curare il blog?

La scusa del “non ho tempo”

Spesso si dice di non avere tempo per scrivere sul blog, ma poi ci si perde in decine di Storie al giorno su Instagram.

Il motivo? Si dà la precedenza ai contenuti brevi ed estemporanei: poco investimento intellettivo, minori sforzi riflessivi.

Quando curi un blog e vuoi pubblicare un nuovo articolo, ti metti seduto con l’intenzione di scrivere la bozza del post, eliminando le distrazioni e senza cedere alle notifiche che interrompono il flusso di scrittura e fanno perdere la concentrazione.

Ovviamente ci vuole tempo. Tempo che oggi frammentiamo di continuo con uno stillicidio di interruzioni, soprattutto tecnologiche.

Il cervello si abitua a saltare da un’attività all’altra, a passare di continuo fra vari stimoli, tanto che persino vedere un film al cinema senza neppure lo schermo del cellulare di uno spettatore che si illumina all’improvviso è un lontano ricordo – e c’è chi osa fare altrettanto anche a teatro…

La soglia dell’attenzione è drasticamente ridotta.

Curare un blog richiede una serie di attività: la scrittura dell’articolo, la revisione, la scelta dell’immagine correlata, delle categorie e dei tag, i link interni ed esterni, la pubblicazione, la condivisione dell’articolo sui canali social e la newsletter.

Non è detto che debba fare tutto questo in un giorno: le attività possono essere spalmate in momenti diversi.

Sì, ma ci guadagni?

Non ho un guadagno diretto. Non sono pagata per scrivere sul mio blog e in passato ho rifiutato ambigue proposte di affiliazione.

Però il blog mi consente di fare inbound marketing, ossia di farmi leggere da persone potenzialmente interessate ai miei servizi, consolidando la mia autorevolezza nel settore.

E guarda caso, c’è chi mi sceglie come traduttrice anche per il mio blog, come mi hanno detto chiaro e tondo tre clienti.

Fare promesse e mantenerle è un bel modo per costruire un brand.
Seth Godin

Siamo sempre lì. La parola chiave è strategia, intesa più come metodo che come tattica.

Puoi decidere di avere o non avere un blog a seconda della strategia da adottare. Magari preferisci concentrarti sui video o sui podcast e hai tutto il diritto di farlo.

Si tratta di scelte. Ma che siano consapevoli, senza nascondersi dietro scuse traballanti o atti incoerenti.

“Quale sarà il tuo verso?”

Consigli per gestire una traduzione urgente

Nella realtà iperconnessa, andiamo sempre di fretta e cerchiamo di ottenere tutto in poco tempo. Anzi, subito.

Siamo talmente abituati alla rapidità da dimenticare che alcune cose richiedono i tempi giusti per essere realizzate al meglio.

Così oggi la traduzione urgente è diventata una richiesta frequente da parte del cliente.
Ma “urgente” significa tante cose: hai bisogno della traduzione oggi stesso? Oppure domani o la prossima settimana?

Cosa significa traduzione urgente?

La traduzione urgente è una traduzione da svolgere e consegnare al più presto.

Si tratta di definizioni approssimative, dato che la vita del traduttore professionista è scandita dalle precise date di consegna di un progetto.

Del resto ogni freelance convive con una deadline da rispettare (cioè una scadenza improrogabile), specificata nel preventivo e da onorare senza eccezioni.

Certo, se il computer si rompe o se si verifica un grave imprevisto, rispettare quella data potrebbe essere complicato. Però in tal caso bisogna sempre avvisare il cliente e non lasciarlo nel dubbio.

Molto spesso un traduttore deve rispettare anche un orario di consegna.

Ad esempio, la traduzione di un comunicato stampa da inviare ai media alle 11:00 richiederà una consegna ben prima di quell’ora.

Cosa comporta una traduzione urgente

Una premessa importante: ogni traduzione necessita di tempi non trascurabili per verificare le disponibilità del professionista, analizzare il testo, preparare l’offerta, effettuare il lavoro vero e proprio e consegnarlo al cliente. Anche se si tratta di duecento parole oppure meno.

Avere qualche ora a disposizione (o almeno un giorno, nel migliore dei casi) favorisce la rilettura a freddo, che consente di prendere le distanze dal testo tradotto e rileggerlo con la mente riposata per intervenire in modo più efficace e apportare correzioni: refusi, frasi da ristrutturare, formattazione da modificare per rispettare l’originale, versioni più creative.

Magari il traduttore è impegnato in altri progetti e, per accettare l’incarico urgente, deve metterli momentaneamente da parte e occuparsi della traduzione urgente.
In tal caso potrebbe applicare una maggiorazione rispetto alla solita tariffa. Quindi il cliente non deve dimenticare questa possibilità e verificare se è in grado di sostenere la tariffa più alta. Talvolta è proprio in quei momenti che si accorge che la traduzione non è poi così urgente…

Suggerimenti per gestire una traduzione urgente
  • Innanzitutto verifica le tue reali esigenze. Se non sai quando potrai inviare il materiale al traduttore, è inutile comunicargli l’urgenza. Pianifica il lavoro nei dettagli e specifica i tempi di consegna: in questo modo il traduttore si terrà libero per occuparsi del tuo progetto.
  • Se il volume del testo è notevole, verifica se ci sono passaggi più urgenti di altri. Il traduttore potrà dare la precedenza a quelle parti di cui hai bisogno in tempi brevi e lavorare con più calma sul resto.
  • Tieni conto della capacità del traduttore: in genere traduce fra 2000 e 3000 parole al giorno a seconda del formato del testo e della tecnicità. Alcuni passaggi possono essere tradotti in poco tempo, poi magari c’è un termine ostico che richiede mezz’ora di ricerche oppure una frase da tradurre in modo molto creativo, che viene rielaborata varie volte o in più versioni da proporre al cliente.
  • Attenzione al venerdì. Se commissioni un incarico il venerdì pomeriggio per ricevere la traduzione il lunedì mattina, è molto probabile che il traduttore dovrà lavorare tutto il fine settimana per rispettare la tua richiesta. Probabilmente applicherà una tariffa più alta, dato che dedicherà il weekend al lavoro mentre tu magari farai una bella gita fuori porta.

Insomma, agire prontamente è un requisito che diamo per scontato. Però, come dicono Enrica Crivello e Ivan Rachieli, non siamo cardiochirurghi. 😉

Retrospettiva introspettiva su questo decennio

Con l’arrivo del 2020 e di un nuovo decennio, ho deciso di scrivere a me stessa, alla Raffaella del 2009 appena diplomata che cercava di realizzare il suo sogno di lavorare come traduttrice professionista.

Cara Raffaella

Il decennio 2009-2019 darà la direzione fondamentale alla tua vita.

Lascerai la realtà di provincia e ti trasferirai con la tua gemella nella capitale, dove frequenterai l’università e conseguirai la laurea con lode, per poi tornare nella tua terra d’origine. Insieme a lei anche questa volta, ma poi soffrirai la mancanza della tua gemella che tornerà nuovamente a Roma, da sola, per lavoro e non per studio.

Tu invece aprirai la Partita Iva e lavorerai da casa. All’inizio per gli altri il tuo non sarà un vero lavoro, diranno che lavoricchi senza sapere quanto studierai e ti impegnerai per raggiungere il tuo obiettivo.

Molte persone a te vicine non capiranno, non crederanno nel tuo progetto di lavoro, tenteranno di portarti su altre strade, più comuni e rassicuranti. Si chiederanno perché hai studiato per tradurre nella tua madrelingua, ma prima con esasperazione e poi con pazienza riuscirai a spiegarti.

Ripeterai le stesse cose tante volte e chiarirai cosa significa lavorare come freelance.

Ti affliggerai per le risposte che non arriveranno, per i preventivi non accettati, per i periodi di magra che inizialmente supereranno quelli di grassa.

Affiancherai altre esperienze alla traduzione per guadagnare di più, finché con perseveranza lavorerai a tempo pieno come traduttrice freelance.

Avrai quasi le lacrime agli occhi al primo versamento di imposte e contributi perché l’importo ti sembrerà altissimo, anche se anno dopo anno lo supererai grazie al fatturato in crescita.

Commetterai errori, busserai a tante porte, letteralmente e metaforicamente, conoscerai professionisti con cui ti confronterai fino in fondo, con altri sarà soltanto uno scambio superficiale.

Non mancheranno esperienze uniche, come la settimana a Pechino come interprete per un evento di moda, che ricorderai sempre con letizia e poi con tanta malinconia quando una delle persone con cui hai lavorato in quei giorni lascerà questa Terra troppo presto.

Aprirai il tuo sito internet, curerai i tuoi canali professionali, il blog, farai importanti investimenti, ti intervisteranno, entrerai in AITI.

Ci sarà anche chi ti imiterà, chi ti chiederà consigli, chi ti scriverà pensando che tu sia un’agenzia e non una libera professionista.

Spesso lavorerai anche il sabato e la domenica, talvolta di sera e fino a tardi, ma poi capirai che non può diventare un’abitudine e che dovrà essere un’eccezione.

Alcuni clienti approfitteranno della tua disponibilità, altri apprezzeranno il tuo lavoro più di quanto ti aspetti. Ti daranno fiducia, ti ringrazieranno per la tua professionalità, ti faranno capire che è proprio con te che vogliono lavorare e, se non puoi accettare un incarico perché sei impegnata con altri progetti, saranno disposti ad attendere il momento migliore in cui potrai dedicarti a loro.

Dopo anni dalla laurea, un giorno su un treno incontrerai per caso un professore dell’università che si congratulerà per il tuo percorso professionale dopo gli anni brillanti di studi, ti chiederà di dargli del tu e ti parlerà come suo pari.

Imparerai a non curarti di chi ti vede come anticonformista perché non hai il posto fisso, perché lavorando da casa sei perfettamente a tuo agio, perché preferisci stare dietro le quinte.

Affidandoti soltanto alle tue forze, ti sentirai spronata a dare il meglio di te, a essere responsabile di ogni scelta, errore o successo.

Conterai sempre sull’amore per il tuo lavoro, per la traduzione, una certezza incrollabile che ti prenderà per mano e ti accompagnerà a compiere il prossimo passo verso il futuro.

Quando la traduzione migliora la vita di tutti

Noi traduttori siamo tanti, ma ognuno sceglie di tradurre qualcosa di diverso. Tale scelta si basa su un motivo ben preciso.

Qualche esempio?

Un percorso formativo o un’esperienza professionale in un ambito particolare: un avvocato può diventare un traduttore specializzato in traduzioni legali.

Oppure la scelta è guidata da un fattore pratico: il traduttore sceglie un settore di specializzazione molto redditizio.
In genere, il traduttore professionista si specializza in determinati settori seguendo le sue passioni.

E poi c’è chi va oltre: professionisti che hanno lavorato molto sulla propria identità e raggiunto una consapevolezza che li ha portati a scegliere di mettere i valori in cui credono al servizio della traduzione.

Proprio così: la traduzione contribuisce alla diffusione di uno stile di vita sano, consapevole e più sostenibile.
In occasione della Giornata Mondiale della Traduzione, vorrei presentarti due traduttrici professioniste che dimostrano i valori in cui credono con il loro lavoro quotidiano: Eleonora Angelici e Kristel Klein.

Queste traduttrici freelance non sono semplicemente specializzate in determinati settori, come gran parte dei professionisti, bensì in nicchie di mercato.

I loro percorsi professionali riflettono percorsi personali e cause importanti in cui credono fermamente.

Benvenuta sul mio blog!
Ci racconti di cosa ti occupi come traduttrice? Quali sono le tue combinazioni linguistiche?

Eleonora: Ciao Raffaella, è un onore essere tua ospite! Io svolgo traduzioni da inglese e tedesco in italiano. Nonostante sia traduttrice freelance ormai da quasi 4 anni, da pochi mesi ho creato Healthy Words, la mia attività specializzata in traduzioni per la salute e il benessere. Quando dico benessere non intendo tanto le classiche traduzioni medico-farmaceutiche (che invece sono un mercato più ampio), quanto tutti quei progetti che hanno come obiettivo di fondo il benessere fisico e mentale di chi leggerà le traduzioni: testi per il turismo wellness, l’alimentazione sana, la salute mentale…

Kristel: Ciao Raffaella e ciao a tutti i lettori! Innanzitutto ci tengo a ringraziarti per il tuo invito, che ho ricevuto con molto piacere. La mia attività di traduttrice freelance comprende i servizi di traduzione, localizzazione e sottotitolaggio dallo spagnolo, dall’inglese e dal francese verso l’italiano (la mia madrelingua, nonostante il nome ingannevole). Nello specifico, propongo i miei servizi linguistici a coloro che desiderano promuovere un progetto o un prodotto sostenibile presso un pubblico di lingua e cultura italiana.

Perché hai scelto la nicchia di mercato in cui lavori attualmente? Come sei arrivata a costruire questa identità professionale nell’ambito della traduzione?

Eleonora: Quando ho iniziato a lavorare come traduttrice non avevo idea che avrei finito per scegliere questa nicchia. Nei primi due o tre anni di attività come freelance ho lavorato in tanti ambiti diversi, perché ritenevo giusto avere delle basi in più campi. Poi nel 2018 ho iniziato, quasi per caso, un corso di 8 settimane di mindfulness per la riduzione dello stress (qualsiasi collega potrà confermare che fare il traduttore non è una passeggiata!): questo ha letteralmente cambiato il mio modo di vivere e di percepire me stessa e gli altri.

Una volta sperimentati i benefici della meditazione e della presenza mentale, è difficile tornare indietro. Così nei mesi successivi ho continuato le pratiche e approfondito i meccanismi alla base della mindfulness. Un giorno è arrivata l’illuminazione: è un ambito in cui adorerei lavorare e che mi rappresenta, perché io mi faccio sempre in quattro per il bene degli altri. Perché non specializzarmi in quello? Non so come non me ne sono resa conto prima. 🙂

Kristel: Fin da quando ho iniziato la mia professione nell’ambito della traduzione, pensavo che mi sarebbe piaciuto specializzarmi nel settore ambientale. Nel frattempo qualche anno è passato e per un motivo o per un altro mi sono trovata a tradurre cose del tutto diverse, dal turismo al settore del lusso, passando però anche per il commercio equo e solidale e la natura grazie alla collaborazione con due meravigliosi festival cinematografici italiani.

Negli ultimi anni ho iniziato a notare in me un cambiamento nel modo di concepire la vita e una maggiore consapevolezza in generale. Mi sono come “svegliata” e da allora ho la sensazione di vedere il mondo intorno a me con altri occhi. Ho iniziato a informarmi in maniera più approfondita su temi quali la decrescita e sulle alternative ecologiche e sostenibili cui possiamo ricorrere per sostituire molti prodotti nocivi che usiamo quotidianamente: detersivi, detergenti, cosmetici, cibi industriali ultra-trasformati, ecc.

Se ci fermiamo a pensare, quanti di noi leggono l’INCI dei cosmetici o le etichette alimentari, oppure riflettono sul fatto che quando facciamo le pulizie di casa stiamo respirando veri e propri veleni? Per non parlare dell’impatto ambientale di tali prodotti!

Per amore verso me stessa e verso il pianeta, ho cambiato diverse abitudini passando a uno stile di vita più sano, consapevole ed ecologico, cercando di ridurre i miei rifiuti e di sensibilizzare il prossimo alla questione trasmettendo quanto appreso personalmente. Ma non era abbastanza. Sentivo il bisogno di trovare la stessa motivazione anche nella sfera professionale e di far coincidere la mia attività lavorativa con i miei principi e valori. È così che ha iniziato a prendere forma la mia nuova identità professionale, con la quale mi auspico di contribuire maggiormente alle cause che mi stanno a cuore, appoggiandomi non solo sulle mie piccole azioni quotidiane, ma anche su preziose collaborazioni nell’ambito della sostenibilità.

traduzione

A quali tipi di clienti rivolgi i tuoi servizi linguistici? Collabori con agenzie di traduzione oppure prediligi i clienti diretti?

Eleonora: Devo ammettere che, per cominciare, è molto più facile proporsi alle agenzie e così ho fatto in questi anni. Inutile dire, però, che più aumentano l’esperienza, le competenze e la maturità professionale, più l’obiettivo si sposta sui clienti diretti. Sento che solo così potrei fare la differenza! In presenza di un intermediario non riuscirei mai a conoscere davvero il cliente, né a curarne con costanza e uniformità le comunicazioni.

In più, la mia idea di traduttore non è essere semplicemente “persona che scambia file originali per file tradotti via email”. Voglio impiegare anche le mie competenze di marketing e comunicazione, oltre che i miei servizi linguistici. Per non parlare dell’utilità dell’interazione diretta con il cliente: la sensibilità e l’empatia sono tanto importanti quanto la conoscenza dell’inglese e del tedesco. Almeno per l’idea di professionista che ho e che voglio essere.

Kristel: Offro i miei servizi linguistici sia ad agenzie di traduzione che a clienti diretti, con una preferenza per questi ultimi per diversi motivi: collaborare con il cliente finale permette non solo di stabilire una comunicazione più immediata e di creare una dimensione più umana, ma genera anche un maggiore coinvolgimento con il progetto a cui sto lavorando. Infatti, cosa c’è di più motivante di collaborare con clienti che condividono i tuoi stessi valori?

Se un cliente ti propone un progetto che mette in discussione i valori che hai a cuore, te ne occuperesti comunque?

Eleonora: No. Io sono sempre stata un’idealista e la reputo una mia forza, anche se a volte questo mi porta a prendere posizioni che altri reputano ‘estreme’. Ma se ho scelto di fare la traduttrice nell’ambito del benessere è per trasmettere messaggi positivi ed educativi, non certo il contrario. Andrebbe contro tutto ciò in cui credo.

Kristel: Devo dire che non mi sono ancora trovata davanti a questo tipo di situazione. Se un giorno dovesse succedere, però, rifiuterei sicuramente di occuparmi di un progetto che va contro i miei valori. Semplicemente non avrebbe senso perché significherebbe sminuire l’impegno che dedico alla sostenibilità e vanificare il lavoro e gli sforzi fatti finora. Senza contare il fatto che non mi sentirei in pace con me stessa.

D’altro canto, esistono progetti che non sono del tutto allineati con i miei valori, ma che non considero nemmeno particolarmente inconciliabili con la mia visione. Per fare un esempio, negli ultimi anni ho avuto modo di specializzarmi nel settore dell’alta orologeria. Parliamo quindi del mondo del lusso, e sebbene personalmente non mi ci identifichi per nulla, in questo caso considero l’orologeria tradizionale una vera e propria arte che, unita a un preziosissimo savoir-faire artigianale, è in grado di produrre segnatempo di altissima qualità e precisione, nonché di una durata sorprendente.

In che modo cerchi di sensibilizzare gli altri alla missione in cui credi e che valorizzi nel tuo lavoro di traduttrice?

Eleonora: La mindfulness mi ha insegnato soprattutto l’ascolto e l’accettazione. Nel quotidiano, ogni volta che mi trovo davanti qualcuno in difficoltà, cerco di indirizzarlo verso questi atteggiamenti e di farlo riflettere su ciò che sta accadendo nel suo intimo, insomma: ascoltarsi. Come ho scritto anche nel mio sito, nella vita ci insegnano tante cose, ma poco spesso ad ascoltare noi stessi e mostrarci comprensione. Anzi, quasi sempre – vale anche per me – siamo noi stessi i nostri giudici più aspri.

Un altro modo è quello di aderire a iniziative e progetti su base volontaria: io cerco di contribuire con le mie competenze professionali oppure con altre capacità. Ad esempio, spero di ricevere buone notizie da un’organizzazione no profit che ho contattato di recente per un progetto pilota sulla salute mentale degli studenti universitari. Incrocia le dita per me!

Un’altra forma di influenza che questa epoca ci offre è quella sui social. Sono ben lungi dall’essere un’influencer, ma posto il più possibile contenuti su come migliorare il proprio benessere fisico e mentale, da una corretta alimentazione alla gestione dello stress, perché credo realmente nell’importanza di messaggi del genere. Insomma: se sono così fortunata da avere l’attenzione di qualcuno, voglio farne buon uso.

Kristel: Nella società attuale in cui moltissime persone conducono una vita “con il pilota automatico”, senza riflettere sull’impatto delle proprie azioni quotidiane, l’opera di sensibilizzazione al tema della sostenibilità acquisisce una fondamentale importanza. Per quanto mi riguarda, cerco di farlo condividendo – sia con le persone a me più vicine che con un pubblico più vasto attraverso i social network –, le informazioni che ho raccolto sull’argomento e mostrando in che modo io stessa cerco di ridurre il mio impatto sull’ambiente: riduzione dei rifiuti, uno stile di vita sano e rispettoso della natura, acquisti da fonti etiche e sostenibili, ecc.

Penso sia molto importante piantare un seme nella mente del prossimo. In molti casi prima o poi germoglierà. In altri non lo farà. Se c’è una cosa che sto imparando, non senza fatica, è che ogni persona ha i propri tempi per aprirsi a nuove idee, e che forzare non porta a grandi risultati. D’altronde, il miglior cambiamento avviene quando nasce dalla volontà propria di ognuno.

Confesso che spesso mi sono sentita impotente davanti ad attitudini di chiusura o critiche. Ora, invece, sebbene mi capiti ancora, sento che se con le mie azioni riesco a sensibilizzare anche solo una persona, ho già raggiunto un traguardo che può potenzialmente portarne altri.

Non dobbiamo dimenticare, infine, che affinché le cose cambino davvero a un livello soddisfacente per salvare il pianeta, il movimento deve prodursi sì dal basso, quindi dalle nostre azioni quotidiane in modo da cambiare la domanda, ma anche e forse soprattutto dall’alto delle sfere politiche e produttive. Spero vivamente che il forte movimento ambientalista rappresentato dai giovani di oggi riesca a farsi ascoltare in questo senso e a far spostare l’interesse delle grandi lobby dal potere e dal denaro verso la protezione del nostro pianeta.

Quando non hai bisogno di un traduttore professionista

Può sembrare un paradosso, invece hai letto proprio bene. Vorrei aiutarti a capire quando non hai bisogno di un traduttore professionista.

Sì, sono una traduttrice professionista. No, il mio post non è un controsenso. È un modo per facilitarti le cose e non farti perdere tempo.

Due casi in cui non ti serve un traduttore professionista

1. Devi partecipare a un convegno, una fiera o una trattativa commerciale e hai bisogno di qualcuno che ti affianchi perché non hai le competenze linguistiche adeguate per interagire con chi non parla la tua lingua. Non ti senti sicuro del tuo inglese e hai paura di non capire e di non farti capire dall’interlocutore straniero.

Ebbene, non ti serve un traduttore. Ti serve un interprete.

Esiste una differenza sostanziale tra il traduttore e l’interpreta professionista che si riassume in un concetto molto semplice: il primo scrive, il secondo parla.

Quelli che senti nelle trasmissioni televisive non sono traduttori, bensì interpreti, anche se molti li chiamano impropriamente traduttori.

Quindi rifletti sul servizio di cui hai bisogno e contatta il fornitore più adeguato. 😉

2. Hai bisogno della traduzione di un catalogo prodotti, di un video, dei contenuti del tuo sito web, di un documento. Però non vuoi spendere troppo.

Il traduttore è un professionista e come tale va retribuito. Dato che si tratta di lavoro, non puoi aspettarti di pagare una cifra irrisoria e considerare ogni preventivo come troppo elevato.

La traduzione non è gratis, né su base volontaria. Perlomeno non il servizio offerto da un professionista. E se fai sul serio con la tua attività, è di un professionista che hai bisogno, non del conoscente che ha fatto una vacanza in Inghilterra e che traduce per hobby.

Probabilmente sei tu a non avere un budget adeguato. Se invece per te con la qualità non si scherza, ti consiglio di rivolgerti a un traduttore professionista perché il ritorno sull’investimento è innegabile: il profitto che ricavi dal servizio di traduzione è maggiore della spesa sostenuta.

Altrimenti gioca pure al ribasso. Però poi non lamentarti se il cliente straniero del tuo ristorante ride quando legge il menù, se nessun turista straniero sceglie la tua struttura ricettiva perché hai tradotto il sito con Google Translate oppure se all’estero nessuno acquista i tuoi prodotti.

Ti riconosci in una di queste due situazioni?

5 consigli sulla traduzione per chi gestisce una struttura ricettiva

Il turismo è uno dei settori di punta per l’Italia: l’affluenza riguarda città d’arte, borghi, siti Patrimonio dell’Unesco, località di mare e di montagna e tanto altro. Dato che le presenze dei turisti stranieri sono in costante crescita in tutta la penisola, i titolari di alberghi, villaggi turistici, bed and breakfast, campeggi, case vacanze, resort, comprensori sciistici e centri benessere farebbero meglio a essere preparati ad accoglierli al meglio.

Quali sono gli elementi e le informazioni fondamentali da fornire alla clientela straniera?

Uno staff poliglotta alla reception e al ristorante, il sito internet della struttura ricettiva, il menù del ristorante, il regolamento interno, i termini e le condizioni di prenotazione tradotti almeno in inglese.

1. Non solo l’inglese

L’inglese è la lingua imprescindibile in cui tradurre i contenuti di una struttura ricettiva. Ma sarebbe meglio fornire una traduzione in almeno tre lingue. Quali scegliere oltre all’inglese?

Ti lascio due suggerimenti per distinguerti dalla concorrenza:

  • Da quali Paesi provengono i tuoi clienti stranieri? Se la tua struttura è al confine con la Francia, probabilmente l’affluenza dei turisti francesi è notevole. Oppure arrivano soprattutto dalla Germania? In tali casi, il francese e il tedesco sono un’ottima opzione.
  • Punta sulle lingue orientali, dato che i turisti russi e cinesi aumentano sempre più in Italia, soprattutto nel segmento del lusso.
2. Email prima, durante e dopo la prenotazione

La corrispondenza con il potenziale cliente straniero è determinante: da potenziale potrebbe diventare un cliente effettivo e magari tornare più volte nella tua struttura. Pertanto la comunicazione multilingue deve essere curata al meglio, affidando la traduzione delle email a un professionista:

  • messaggi automatici (ma personalizzati il più possibile) al momento della richiesta di informazioni e della prenotazione
  • promemoria qualche giorno prima del check-in nella struttura ricettiva
  • richiesta di recensioni online e feedback dopo il soggiorno
  • auguri di compleanno/Natale/Anno Nuovo/Pasqua al cliente
3. Cura meglio la newsletter

Puoi inviare la tua newsletter tradotta a chi si è iscritto per ricevere tutte le novità sulla struttura. Puoi informare i clienti stranieri su offerte, sconti e promozioni per un soggiorno di minimo una settimana, per i Senior oppure in occasione di periodi particolari dell’anno, come un soggiorno in coppia nel periodo di San Valentino.

Un’altra novità da segnalare al cliente è il listino prezzi, ma potresti andare oltre per spiccare sui concorrenti: fornisci suggerimenti sui luoghi dei dintorni da visitare, sugli eventi più interessanti e sulle tradizioni del posto.

4. Materiali promozionali aggiornati e tradotti

Per inserire le novità della nuova stagione turistica, hai aggiornato il catalogo o la brochure della tua struttura ricettiva: nuove immagini di qualità, nuovi testi (magari scritti da un copywriter), nuove tariffe, impianti e periodi di apertura e chiusura.

Presenta una versione multilingue dei materiali promozionali in base alla clientela di riferimento.

5. Relazioni sui social con gli utenti stranieri

Oggi l’assistenza clienti avviene anche sui social network, soprattutto Facebook e Twitter. Instagram è il canale per eccellenza dove condividere le proprie vacanze, grazie alle migliaia di foto postate ogni giorno.

Quindi non trascurare la relazione con gli utenti stranieri sui social: rispondere ai commenti, interagire tramite chat, pubblicare contenuti e hashtag multilingue, nonché video sottotitolati in inglese. Evita la traduzione automatica e rivolgiti a un traduttore professionista.

Parla con il tuo pubblico usando la sua lingua e raccontando ciò che gli sta a cuore.
Jonathan Lister

Dietro le quinte

Uno dei motivi per cui ho sempre preferito la traduzione all’interpretariato è la possibilità di rimanere dietro le quinte: non mi piace sentirmi esposta in prima persona come deve fare un interprete, preferisco la visuale che si ammira nel backstage.

Dietro le quinte di un teatro si svolgono attività indispensabili e invisibili: gli attori si preparano ad andare in scena, i macchinisti e i fonici sistemano eventuali apparecchiature, i costumisti contribuiscono ai cambi d’abito tra una scena e l’altra…

Il pubblico non deve vedere ciò che accade nel retroscena, ossia le attività preparatorie: assisterà allo spettacolo, il momento culminante di un lavoro che dura giorni, mesi, settimane.

Il risultato definitivo, ossia l’opera mostrata al pubblico, è frutto di un lavoro del singolo che confluisce nel lavoro di gruppo.

Per un’azienda, accade la stessa cosa.

Prima di lanciare un nuovo prodotto, il lavoro dietro le quinte è fondamentale. Progettare, realizzare un prototipo e poi il prodotto definitivo è una fase essenziale a cui si aggiungono altre tappe necessarie a presentare il prodotto finito: la scrittura delle descrizioni prodotto, le foto e l’impaginazione del catalogo, la cura del packaging, lo spot per la campagna pubblicitaria, il comunicato stampa e la newsletter che presentano la novità, fino al lancio effettivo, magari in occasione di una fiera.

Quante persone lavorano in questo processo? Tante. E il traduttore professionista è una delle figure che partecipano alla produzione.

Come? Traducendo i contenuti scritti per renderli accessibili a una platea più vasta.

La traduzione è proprio una di quelle attività preparatorie che avvengono dietro il sipario, che il pubblico non può e non deve vedere. La traduzione deve rimanere invisibile agli occhi del pubblico, ossia il lettore, il cliente, il turista, l’utente che sta leggendo un testo tradotto nella sua lingua: sfoglia una brochure turistica che gli presenta una destinazione all’estero dove trascorrere le vacanze, visita il sito web di un hotel per un soggiorno invernale in montagna, legge il comunicato stampa di una campagna promozionale che presenta una nuova collezione di moda.

Cosa c’è sul palco, al centro della scena, sotto i riflettori, davanti al pubblico multilingue che lo guarda? Il tuo prodotto, il tuo sito web, la tua struttura ricettiva, la tua collezione…

Eccolo lì, il traduttore. Dietro il sipario, in silenzio, mentre osserva l’opera in svolgimento che ha contribuito a realizzare.

A volte il testo da tradurre non basta

Quando il cliente chiede il preventivo per una traduzione, è essenziale che il traduttore possa prendere visione del testo da tradurre. Pertanto è sempre meglio inviare il documento integrale in allegato.

Talvolta potrebbe bastare un estratto, ma è sempre meglio di niente.

Come traduttrice freelance, non accetto mai progetti a scatola chiusa. Ho bisogno di consultare il testo da tradurre per verificare una condizione essenziale: rientra fra le mie competenze?

Nello specifico, la traduzione di cui dovrò occuparmi deve soddisfare queste due condizioni:

Però a volte il testo da tradurre non è sufficiente: il traduttore ha bisogno di altro per contestualizzare il tutto.

Un aiuto fondamentale arriva da guide di stile, eventuale glossario e terminologia già approvati dal cliente.

Traduzione e localizzazione di una piattaforma

Se bisogna tradurre e localizzare i contenuti di una piattaforma online, sarebbe meglio fornire accesso provvisorio al traduttore. Infatti potrebbe trattarsi di una piattaforma privata a cui si accede soltanto registrandosi perché ciascun utente avrà un account a disposizione.

Come si fa a capire dove saranno inseriti i testi da tradurre? Si tratta di un pannello di controllo?

Call to action, voci di un moduli da compilare, barra e menu di navigazione sono soltanto alcuni elementi che potrebbero creare problemi se il traduttore non ha la possibilità di visualizzare il modo in cui sono disposti i contenuti da tradurre in ciascuna pagina.

L’importanza delle immagini

I sottotitoli

Il video è imprescindibile per tradurre i sottotitoli di un film, una serie tv o un documentario in italiano. La precisione e l’accuratezza dei sottotitoli dipendono dalle immagini di riferimento per chiarire eventuali ambiguità. Ad esempio, quando si traduce dall’inglese o dal francese, si pone la spinosa questione della traduzione di “you” o “vous” in italiano: grazie al video posso capire se chi pronuncia una battuta e utilizza “you” o “vous” si riferisce a un solo interlocutore che ha di fronte o a più persone. In molti casi si può dedurre dalla narrazione, in altri l’ambiguità resta.

Le descrizioni prodotto

Quando si traducono i contenuti di un sito e-commerce, le immagini aiutano il traduttore. Pertanto è sempre meglio poter vedere le immagini che accompagnano le descrizioni prodotto: capi di abbigliamento, articoli di pelletteria, accessori come borse, cappelli e scarpe… Nell’ambito della moda (e non solo) l’immagine consente di fare luce sui dettagli degli articoli tradotti.

Guide turistiche, brochure e itinerari di viaggio

Le immagini sono un ausilio prezioso anche in ambito turistico. Nella traduzione dei contenuti di questo settore, spesso ci sono passaggi con descrizione di monumenti, castelli e chiese. Ma anche specie vegetali, come in una traduzione relativa ai giardini ornamentali. Guardare le immagini dei luoghi descritti – e sognare a occhi aperti 🙂 – aiuta l’immaginazione ed è un supporto alla creatività.