5 consigli sulla traduzione per chi gestisce una struttura ricettiva

Il turismo è uno dei settori di punta per l’Italia: l’affluenza riguarda città d’arte, borghi, siti Patrimonio dell’Unesco, località di mare e di montagna e tanto altro. Dato che le presenze dei turisti stranieri sono in costante crescita in tutta la penisola, i titolari di alberghi, villaggi turistici, bed and breakfast, campeggi, case vacanze, resort, comprensori sciistici e centri benessere farebbero meglio a essere preparati ad accoglierli al meglio.

Quali sono gli elementi e le informazioni fondamentali da fornire alla clientela straniera?

Uno staff poliglotta alla reception e al ristorante, il sito internet della struttura ricettiva, il menù del ristorante, il regolamento interno, i termini e le condizioni di prenotazione tradotti almeno in inglese.

1. Non solo l’inglese

L’inglese è la lingua imprescindibile in cui tradurre i contenuti di una struttura ricettiva. Ma sarebbe meglio fornire una traduzione in almeno tre lingue. Quali scegliere oltre all’inglese?

Ti lascio due suggerimenti per distinguerti dalla concorrenza:

  • Da quali Paesi provengono i tuoi clienti stranieri? Se la tua struttura è al confine con la Francia, probabilmente l’affluenza dei turisti francesi è notevole. Oppure arrivano soprattutto dalla Germania? In tali casi, il francese e il tedesco sono un’ottima opzione.
  • Punta sulle lingue orientali, dato che i turisti russi e cinesi aumentano sempre più in Italia, soprattutto nel segmento del lusso.
2. Email prima, durante e dopo la prenotazione

La corrispondenza con il potenziale cliente straniero è determinante: da potenziale potrebbe diventare un cliente effettivo e magari tornare più volte nella tua struttura. Pertanto la comunicazione multilingue deve essere curata al meglio, affidando la traduzione delle email a un professionista:

  • messaggi automatici (ma personalizzati il più possibile) al momento della richiesta di informazioni e della prenotazione
  • promemoria qualche giorno prima del check-in nella struttura ricettiva
  • richiesta di recensioni online e feedback dopo il soggiorno
  • auguri di compleanno/Natale/Anno Nuovo/Pasqua al cliente
3. Cura meglio la newsletter

Puoi inviare la tua newsletter tradotta a chi si è iscritto per ricevere tutte le novità sulla struttura. Puoi informare i clienti stranieri su offerte, sconti e promozioni per un soggiorno di minimo una settimana, per i Senior oppure in occasione di periodi particolari dell’anno, come un soggiorno in coppia nel periodo di San Valentino.

Un’altra novità da segnalare al cliente è il listino prezzi, ma potresti andare oltre per spiccare sui concorrenti: fornisci suggerimenti sui luoghi dei dintorni da visitare, sugli eventi più interessanti e sulle tradizioni del posto.

4. Materiali promozionali aggiornati e tradotti

Per inserire le novità della nuova stagione turistica, hai aggiornato il catalogo o la brochure della tua struttura ricettiva: nuove immagini di qualità, nuovi testi (magari scritti da un copywriter), nuove tariffe, impianti e periodi di apertura e chiusura.

Presenta una versione multilingue dei materiali promozionali in base alla clientela di riferimento.

5. Relazioni sui social con gli utenti stranieri

Oggi l’assistenza clienti avviene anche sui social network, soprattutto Facebook e Twitter. Instagram è il canale per eccellenza dove condividere le proprie vacanze, grazie alle migliaia di foto postate ogni giorno.

Quindi non trascurare la relazione con gli utenti stranieri sui social: rispondere ai commenti, interagire tramite chat, pubblicare contenuti e hashtag multilingue, nonché video sottotitolati in inglese. Evita la traduzione automatica e rivolgiti a un traduttore professionista.

Parla con il tuo pubblico usando la sua lingua e raccontando ciò che gli sta a cuore.
Jonathan Lister

Dietro le quinte

Uno dei motivi per cui ho sempre preferito la traduzione all’interpretariato è la possibilità di rimanere dietro le quinte: non mi piace sentirmi esposta in prima persona come deve fare un interprete, preferisco la visuale che si ammira nel backstage.

Dietro le quinte di un teatro si svolgono attività indispensabili e invisibili: gli attori si preparano ad andare in scena, i macchinisti e i fonici sistemano eventuali apparecchiature, i costumisti contribuiscono ai cambi d’abito tra una scena e l’altra…

Il pubblico non deve vedere ciò che accade nel retroscena, ossia le attività preparatorie: assisterà allo spettacolo, il momento culminante di un lavoro che dura giorni, mesi, settimane.

Il risultato definitivo, ossia l’opera mostrata al pubblico, è frutto di un lavoro del singolo che confluisce nel lavoro di gruppo.

Per un’azienda, accade la stessa cosa.

Prima di lanciare un nuovo prodotto, il lavoro dietro le quinte è fondamentale. Progettare, realizzare un prototipo e poi il prodotto definitivo è una fase essenziale a cui si aggiungono altre tappe necessarie a presentare il prodotto finito: la scrittura delle descrizioni prodotto, le foto e l’impaginazione del catalogo, la cura del packaging, lo spot per la campagna pubblicitaria, il comunicato stampa e la newsletter che presentano la novità, fino al lancio effettivo, magari in occasione di una fiera.

Quante persone lavorano in questo processo? Tante. E il traduttore professionista è una delle figure che partecipano alla produzione.

Come? Traducendo i contenuti scritti per renderli accessibili a una platea più vasta.

La traduzione è proprio una di quelle attività preparatorie che avvengono dietro il sipario, che il pubblico non può e non deve vedere. La traduzione deve rimanere invisibile agli occhi del pubblico, ossia il lettore, il cliente, il turista, l’utente che sta leggendo un testo tradotto nella sua lingua: sfoglia una brochure turistica che gli presenta una destinazione all’estero dove trascorrere le vacanze, visita il sito web di un hotel per un soggiorno invernale in montagna, legge il comunicato stampa di una campagna promozionale che presenta una nuova collezione di moda.

Cosa c’è sul palco, al centro della scena, sotto i riflettori, davanti al pubblico multilingue che lo guarda? Il tuo prodotto, il tuo sito web, la tua struttura ricettiva, la tua collezione…

Eccolo lì, il traduttore. Dietro il sipario, in silenzio, mentre osserva l’opera in svolgimento che ha contribuito a realizzare.

A volte il testo da tradurre non basta

Quando il cliente chiede il preventivo per una traduzione, è essenziale che il traduttore possa prendere visione del testo da tradurre. Pertanto è sempre meglio inviare il documento integrale in allegato.

Talvolta potrebbe bastare un estratto, ma è sempre meglio di niente.

Come traduttrice freelance, non accetto mai progetti a scatola chiusa. Ho bisogno di consultare il testo da tradurre per verificare una condizione essenziale: rientra fra le mie competenze?

Nello specifico, la traduzione di cui dovrò occuparmi deve soddisfare queste due condizioni:

Però a volte il testo da tradurre non è sufficiente: il traduttore ha bisogno di altro per contestualizzare il tutto.

Un aiuto fondamentale arriva da guide di stile, eventuale glossario e terminologia già approvati dal cliente.

Traduzione e localizzazione di una piattaforma

Se bisogna tradurre e localizzare i contenuti di una piattaforma online, sarebbe meglio fornire accesso provvisorio al traduttore. Infatti potrebbe trattarsi di una piattaforma privata a cui si accede soltanto registrandosi perché ciascun utente avrà un account a disposizione.

Come si fa a capire dove saranno inseriti i testi da tradurre? Si tratta di un pannello di controllo?

Call to action, voci di un moduli da compilare, barra e menu di navigazione sono soltanto alcuni elementi che potrebbero creare problemi se il traduttore non ha la possibilità di visualizzare il modo in cui sono disposti i contenuti da tradurre in ciascuna pagina.

L’importanza delle immagini

I sottotitoli

Il video è imprescindibile per tradurre i sottotitoli di un film, una serie tv o un documentario in italiano. La precisione e l’accuratezza dei sottotitoli dipendono dalle immagini di riferimento per chiarire eventuali ambiguità. Ad esempio, quando si traduce dall’inglese o dal francese, si pone la spinosa questione della traduzione di “you” o “vous” in italiano: grazie al video posso capire se chi pronuncia una battuta e utilizza “you” o “vous” si riferisce a un solo interlocutore che ha di fronte o a più persone. In molti casi si può dedurre dalla narrazione, in altri l’ambiguità resta.

Le descrizioni prodotto

Quando si traducono i contenuti di un sito e-commerce, le immagini aiutano il traduttore. Pertanto è sempre meglio poter vedere le immagini che accompagnano le descrizioni prodotto: capi di abbigliamento, articoli di pelletteria, accessori come borse, cappelli e scarpe… Nell’ambito della moda (e non solo) l’immagine consente di fare luce sui dettagli degli articoli tradotti.

Guide turistiche, brochure e itinerari di viaggio

Le immagini sono un ausilio prezioso anche in ambito turistico. Nella traduzione dei contenuti di questo settore, spesso ci sono passaggi con descrizione di monumenti, castelli e chiese. Ma anche specie vegetali, come in una traduzione relativa ai giardini ornamentali. Guardare le immagini dei luoghi descritti – e sognare a occhi aperti 🙂 – aiuta l’immaginazione ed è un supporto alla creatività.

Perché affidarsi allo stesso traduttore professionista

Quando collabori con un traduttore professionista per la prima volta, crei una relazione di fiducia reciproca.

Il preventivo, il lavoro consegnato con puntualità, la fattura e il pagamento sono soltanto quattro passaggi che fanno parte di un rapporto più articolato e stimolante sia per il fornitore che per il cliente.

Se vuoi internazionalizzare la tua attività, sai che parte del lavoro consiste nel presentare una versione multilingue del materiale promozionale della tua azienda:

  • il sito web aziendale
  • le descrizioni prodotto
  • i cataloghi
  • i contenuti dei social
  • la newsletter

Il tuo obiettivo è promuovere la tua attività, i tuoi prodotti e/o servizi anche all’estero?

Il traduttore professionista ti aiuterà in questa impresa. Dovresti rivolgerti a un traduttore specializzato nel settore del marketing, visto che i traduttori professionisti non sono tuttologi, bensì si specializzano in determinati settori.

Dopo il briefing iniziale, un altro passaggio da non trascurare è l’invio di materiale di riferimento, come i glossari e la guida di stile. Se li hai a disposizione, è fondamentale inviarli al traduttore, che seguirà le istruzioni per garantire la coerenza stilistica e terminologica dei tuoi contenuti.

Alla fine del lavoro, il cliente soddisfatto tende ad affidarsi nuovamente allo stesso traduttore professionista per altri incarichi.

Potresti essere tentato a scegliere un fornitore che applica tariffe più basse, ma in questo modo correresti diversi rischi. Ad esempio, dovresti ricominciare il processo di ricerca dall’inizio, dalla richiesta di preventivo all’invio del materiale di riferimento, allungando le tempistiche (che, confessa, sono sempre molto ridotte).

Oltre alla qualità della traduzione, ricorda altri fattori. Il traduttore a cui ti affidi:

  • diventa la voce del tuo brand. E non puoi cambiare voce in continuazione, andando a scapito dell’uniformità di stile dei tuoi contenuti;
  • assicura la coerenza della terminologia utilizzata da un incarico all’altro;
  • acquista una familiarità crescente con i tuoi contenuti, i tuoi prodotti e la tua azienda.

Lavoro come traduttrice freelance dal 2014 e, collaborando con alcuni clienti ormai da anni, è inevitabile provare empatia nei confronti dello sviluppo della loro attività: i traguardi raggiunti, la crescita all’estero, i successi da loro ottenuti mi gratificano, perché ho dato il mio contributo e li aiuto a raggiungere i risultati che desiderano per l’espansione della loro attività.

Si tratta di un rapporto vincente: grazie al traduttore professionista, raggiungi nuovi mercati, contatti un numero maggiore di utenti, aumenti il numero di clienti e le vendite dei tuoi prodotti all’estero.

Quando si collabora, i successi intellettuali di una persona stimolano la passione e l’entusiasmo degli altri collaboratori.

Alexander Von Humboldt

Il traduttore vive nel futuro

Nel suo lavoro quotidiano, il traduttore supera il confine del presente per valicare un’altra dimensione temporale. Non si tratta di fantascienza, ma dello scenario affascinante in cui si immerge il traduttore professionista.

Hai mai pensato a questo aspetto intrigante?

Infatti il traduttore osserva da una prospettiva privilegiata contenuti che sbocceranno agli occhi del pubblico in un prossimo futuro. Si muove in due ambienti strettamente connessi fra loro, il dietro le quinte e l’anteprima. E per forza di cose vive nel futuro.

La professione del traduttore implica che questi venga proiettato nel futuro.

Pensa a un traduttore letterario: legge in anteprima il libro che dovrà tradurre e che poi sarà pubblicato nel mercato in cui opera. Una bella soddisfazione, vero?

Un discorso analogo riguarda il traduttore dell’audiovisivo, che traduce i sottotitoli di un film o di una serie tv che saranno disponibili in futuro nella sua lingua. Magari è un grande appassionato proprio di quella serie, oppure adora l’attore protagonista del film di cui traduce i sottotitoli. La possibilità di usufruire di questi contenuti in anteprima (ovviamente nella totale riservatezza!) è una delle gioie del traduttore specializzato in questo settore.

L’anticipazione è uno degli aspetti che preferisco della mia professione.

Quando traduco per il settore turistico, mi occupo di presentazioni di eventi e mostre che si svolgeranno in futuro, oppure di siti web, newsletter e brochure che si rinnovano in vista di una nuova stagione turistica.
Il turismo proietta sempre il traduttore nel prossimo futuro. In estate si traducono prevalentemente i contenuti per la stagione invernale. Così, mentre fuori ci sono più di 30 gradi e tendiamo a pensare al mare, la traduzione mi immerge nelle attività di un comprensorio sciistico oppure nell’atmosfera natalizia di destinazioni turistiche che prosperano nel periodo delle feste di fine anno.

Analogamente, durante i mesi invernali le traduzioni per il turismo riguardano la stagione balneare dell’anno successivo, o magari le nuove offerte di un resort o di un villaggio turistico per i mesi estivi. Così, con una tazza fumante accanto al pc e le mani congelate dal freddo, trascorro ore a tradurre le descrizioni di posti da sogno in riva al mare.

Il risultato? Un bellissimo senso di dépaysement quando distolgo gli occhi dallo schermo e mi ritrovo nel presente.

La moda è un altro settore in cui avviene qualcosa di simile. Il lancio di una campagna pubblicitaria, le collezioni stagionali e le tendenze che caratterizzeranno la quotidianità diversi mesi a venire corrono sempre a una velocità frenetica che trasforma il presente in passato.

Nell’ambito marketing scopri il dietro le quinte di un prodotto, traducendo la descrizione e le caratteristiche tecniche che magari verranno pubblicate su un sito e-commerce. E ti sembra di essere parte integrante del team che ha creato il prodotto finito dando il tuo piccolo ma prezioso contributo affinché questo possa essere commercializzato.

Insomma, magari potrà sembrare banale o scontato, ma per me tutto ciò rende stimolante questa professione ogni giorno.

Che ne pensi? 😀

Hai adattato la grafica del tuo materiale promozionale multilingue?

Se hai un’attività professionale che mira a intercettare i clienti all’estero, la traduzione del materiale promozionale è un passo fondamentale: cataloghi, brochure, sito aziendale, e-commerce e magari post sui social.

Ma dopo aver stabilito in quali lingue tradurre questi contenuti in base al mercato target, occorre aggiungere qualcos’altro per consolidare la strategia di marketing multilingue.

Si tratta della localizzazione, che comprende anche l’adattamento della grafica del materiale promozionale.

Molte aziende trascurano questa fase e, agli occhi del potenziale cliente straniero, non dimostrano di conoscere a fondo la cultura di riferimento.

Infatti le differenze culturali si riflettono anche nella grafica, ad esempio nella scelta e nella disposizione delle immagini, nonché nell’uso di colori e simboli.

Immagini

Nei Paesi occidentali, il senso di lettura va da sinistra verso destra. Ma in arabo si scrive e si legge da destra a sinistra, quindi la disposizione delle immagini dovrebbe tener conto di questa differenza quando si adatta un contenuto promozionale nella lingua araba.

Perciò non trascurare le differenze culturali nell’impaginazione!

Attenzione anche alle immagini che raffigurano le persone. Non scegliere modelli o immagini stock con uomini e donne occidentali, se stai adattando le immagini ai Paesi orientali.
Inoltre non offendere la sensibilità culturale di riferimento a causa della diversa percezione della nudità: una modella che espone alcune parti del corpo non è accettata da alcune culture del Medio Oriente.

Colori e simboli

Le differenze culturali si manifestano anche nell’uso dei colori. Ad esempio, il bianco è associato alla purezza e all’innocenza nei Paesi occidentali, mentre è il colore del lutto in Cina e in India.

Rifletti anche sulle emoticon e le faccine che ormai abbondano sui social network.
Il simbolo con il gesto del pollice in su associato al “mi piace” di Facebook può presentare alcuni problemi, perché non comunica sempre approvazione, condivisione e incoraggiamento come per gli europei e gli americani. Si tratta di un gesto volgare ed estremamente offensivo in alcune culture asiatiche e in Estremo Oriente.

Come puoi vedere, è indispensabile tener conto delle preferenze della cultura di riferimento quando si adatta non solo il testo ma anche la grafica del materiale promozionale multilingue.

Prima di stampare e pubblicare i tuoi contenuti, rifletti su questi elementi e avrai una marcia in più rispetto alla concorrenza. 😉

Branding: 5 motivi per cui il verde è il mio colore

Il verde è da sempre il mio colore preferito, ma questo non è il motivo per cui ho deciso di utilizzarlo anche nel mio personal branding.
Ogni colore trasmette un messaggio ben preciso. Il potere dei colori di suscitare un’emozione è utilizzato nel marketing e, se ci fai caso, ogni brand sfrutta la psicologia del colore per comunicare sensazioni, valori e promesse.

Nel mio piccolo ho scelto il verde. Tuttavia il verde della mia identità professionale non è associato alle classiche immagini di speranza, giovinezza, natura e ambiente.

1. Equilibrio e armonia
Come traduttrice freelance, il mio lavoro consiste nel garantire il perfetto equilibrio fra testo di partenza e testo di arrivo. L’equilibrio caratterizza la traduzione attraverso il passaggio da un sistema linguistico e culturale a un altro.

2. Permesso e passaggio
La luce verde del semaforo è il segnale che permette il passaggio. E io devo aiutarti a superare le barriere linguistiche e culturali che ti impediscono l’accesso a una lingua o cultura diversa dalla tua. Tradurre (trans «oltre» e ducĕre «portare») è il trasferimento da una lingua all’altra: questo passaggio è la mia professione.

3. Crescita e prosperità
Non bisogna mai smettere di imparare. La formazione continua e tutto ciò che imparo lavorando come traduttrice freelance (nuovi significati, parole, espressioni, argomenti, strumenti) mi permettono di crescere ogni giorno e di far prosperare l’attività dei miei clienti che, grazie alla traduzione dei loro contenuti, possono scoprire nuovi mercati oltre i confini nazionali.

verde branding4. Il tricolore e le lingue di lavoro
Lavoro con l’inglese, il francese e l’italiano. Il bianco, il rosso e il blu sono i colori che si ripetono nelle bandiere della Gran Bretagna e della Francia. Il bianco e il rosso sono anche due colori del tricolore italiano: il terzo colore dell’Italia, il verde, è l’unico colore presente su una bandiera soltanto fra quelle che identificano le mie lingue di lavoro. E questa unicità del verde del tricolore italiano corrisponde alla mia madrelingua.

5. Costanza e perseveranza
L’impegno costante e la determinazione sono requisiti indispensabili per la mia professione. Senza la motivazione giusta non si ottengono risultati, soprattutto quando si è freelance. Così cerco sempre di non arrendermi anche nei momenti di difficoltà.

Marketing emozionale o razionale? Conosci la risposta!

Il marketing razionale e il marketing emozionale sono due approcci diversi per promuovere un servizio o un prodotto.

Queste strategie di marketing vengono utilizzate da un’impresa, un brand o un professionista per convincere il cliente ad acquistare un determinato prodotto o servizio, risultando efficaci in alcuni casi e poco idonee in altri.

Ma in cosa si distinguono? Quale tra i due è il migliore approccio al marketing?
Marketing razionale

Il marketing razionale presenta un prodotto o un servizio in maniera oggettiva, descrivendo le sue caratteristiche e i benefici a vantaggio del consumatore finale.
Con una sorta di elenco degli elementi che lo contraddistinguono, il prodotto o servizio rivela la sua utilità al potenziale cliente, che decide di acquistarlo o meno secondo parametri oggettivi.

Il prodotto soddisfa il mio bisogno? Sì o no. La questione è basata sulla concretezza.

Marketing emozionale

Il marketing emozionale fa appello alle emozioni del potenziale cliente per persuaderlo all’acquisto. L’obiettivo è suscitare una sensazione, appassionare, commuovere, stupire, entusiasmare. Spesso si tratta di creare un bisogno che magari non esiste.
Il potenziale cliente decide di acquistare sulla base di motivi personali e irrazionali, che poi vengono giustificati in maniera razionale.

Perché voglio comprare proprio quel profumo? Magari perché mi appassiona la storia che è alle spalle della sua realizzazione o perché mi identifico nelle vicissitudini del profumiere, la cui creatività mi ha ispirato.

E oggi?

Oggi si tende ad adottare una strategia di marketing emozionale, come dimostrano recenti studi. Fare leva sulle emozioni risulta più efficace proprio perché le emozioni sono alla base delle nostre scelte (anche se non vogliamo ammetterlo).

Ma esiste un ostacolo. È difficile stabilire una connessione emotiva con un target molto vasto ed eterogeneo. Uomini e donne, adolescenti e anziani. Una strategia di marketing emozionale può essere efficace con un gruppo, ma suscitare la completa indifferenza dell’altro.

Quindi il brand dovrebbe puntare a una nicchia, a un target mirato per ottenere risultati.
O meglio: analizzare uno specifico target dovrebbe essere alla base di ogni strategia di marketing. Il segreto è tutto qui.

Anche perché è molto difficile riuscire ad emozionare un target vastissimo, come è accaduto nel 2012 in occasione dei Giochi Olimpici di Londra. Confesso che ancora oggi non riesco a trattenere le lacrime di fronte al magnifico spot Procter & Gamble diretto dal premio Oscar Alejandro González Iñárritu sulle note di Ludovico Einaudi.

Gli errori più comuni delle piccole aziende sui social network

La presenza di un’azienda sui social network apporta molti benefici: visibilità online, contatto diretto con i clienti, coinvolgimento e fidelizzazione degli utenti, vantaggi SEO.

Ma le piccole aziende spesso commettono errori più o meno gravi in assenza di un social media manager professionista, che gestisce i social network aziendali. Ecco gli errori più comuni commessi dalle piccole aziende.

Il profilo Facebook invece della pagina

Molte aziende o attività professionali decidono di promuoversi su Facebook e aprono un profilo personale invece della fanpage.
Si tratta innanzitutto di una violazione del regolamento di Facebook, ma è anche una pratica deleteria e poco professionale. Il profilo è appunto personale, per uso individuale e non commerciale, mentre la Pagina Facebook è una vetrina promozionale in cui si contano i followers, le “persone a cui piace”, non gli amici.

La Pagina Facebook consente di connettersi con altre aziende, brand e organizzazioni e dispone di uno strumento molto utile: gli insights, ossia le statistiche da monitorare per misurare il coinvolgimento degli utenti.

Nessun sito web, solo la fanpage

Il sito web di un’azienda è indispensabile. È il vero e proprio biglietto da visita virtuale, la piattaforma principale visitata dagli utenti per ottenere informazioni sull’azienda, conoscere la sua storia e lo staff, prendere visione dei suoi prodotti o servizi e scegliere la modalità di contatto.

La Pagina Facebook consente di interagire attivamente soltanto con gli iscritti, mentre un sito web è ben indicizzato dai motori di ricerca e ha un pubblico di riferimento più ampio.
Se un’azienda ha una fanpage ma nessun sito web, l’utente ha l’impressione che l’azienda abbia un approccio poco professionale.

Identica strategia comunicativa sui vari canali

Dato che la promozione di un’azienda sui social network è ormai imprescindibile, la tendenza più diffusa è sfruttare una varietà di canali: Facebook, Twitter, Linkedin, Google+, Instagram e Pinterest sono i più utilizzati, ma ce ne sono molti altri.

Tuttavia l’azienda non diversifica i contenuti sui vari canali, ma inserisce gli stessi post, foto, aggiornamenti di stato e condivisioni, utilizzando la stessa strategia comunicativa senza sfruttare le peculiarità di ogni profilo.

Ignorare Google+

Probabilmente Google+ è la piattaforma social che piace di meno. Giudicata troppo complessa e a volte incomprensibile, molti utenti lamentano di non comprenderne l’utilità.
Ed è un male, dato che Google+ è in forte espansione e assumerà un ruolo sempre più importante tra i social media.

Una presenza attiva su Google+ è fondamentale per la geolocalizzazione dell’azienda, permette di creare una community e di ottenere un buon posizionamento sul motore di ricerca. Quindi è una strategia SEO da tenere presente e da non trascurare.


Se non è possibile affidare la gestione dei canali social dell’azienda a una risorsa interna con le competenze necessarie, la cosa migliore da fare è affidarsi a una consulenza esterna.
Il Web Marketing non è un gioco e forse l’azienda non ha neppure il tempo di gestire la propria presenza sui social media. Infatti una tendenza piuttosto comune è aprire diversi canali sociali che poi vengono abbandonati e non aggiornati con costanza, facendo fuggire l’utente e il potenziale cliente verso piattaforme più attive.

Per ottenere risultati concreti, è preferibile affidarsi a un professionista, invece di commettere errori grossolani che possono danneggiare l’immagine aziendale.

A proposito: hai riscontrato altri errori da parte delle aziende? Quali sono le altre pratiche errate sui social network?

Perché tradurre il sito di un B&B

Ci sono vari motivi per cui tradurre il sito di un B&B.

Il sito multilingue è di certo un trampolino di lancio per qualsiasi azienda. Ma il settore turistico è uno dei principali ambiti in cui la traduzione multilingue del sito web di un albergo, una struttura ricettiva o un Bed and Breakfast è un ottimo biglietto da visita.

Senza dubbio la versione in inglese del sito di un B&B è obbligatoria. Un B&B che non vuole limitarsi al turismo nazionale, bensì puntare a clienti di altre nazionalità, è tenuto a far tradurre il proprio sito in lingua inglese.

Tuttavia, il 70% degli utenti preferisce visitare un sito tradotto nella propria lingua, che non è necessariamente l’inglese.

Ma in quali altre lingue bisogna tradurre il sito di un B&B? Quali criteri adottare nella scelta delle lingue?
Il target di riferimento

Come in ogni strategia di marketing, bisogna puntare a un pubblico di riferimento. Scegliere il proprio target è infatti un’azione indispensabile per ottenere risultati.

Anche se il cinese mandarino è la lingua più parlata sul web (dopo l’inglese), non è detto che il sito del B&B debba essere tradotto in cinese.
Il B&B deve considerare il bacino di turisti stranieri più ampio sul suo territorio. Ad esempio, in Puglia la percentuale di turisti francesi e tedeschi è sempre molto alta. Pertanto è consigliabile tradurre il sito del B&B pugliese in francese e tedesco, così da poter attirare un maggior numero di visitatori stranieri che decidono di prenotare presso la struttura.

Ma esiste un altro motivo per cui tradurre il sito di un B&B.

Vincere la concorrenza

Purtroppo è un dato di fatto.
Molte strutture ricettive decidono di presentare la versione multilingue del proprio sito web per attirare turisti stranieri. Ma invece di affidare il lavoro a traduttori professionisti, scelgono un mediocre “fai da te”: le traduzioni automatiche (eseguite ad esempio da Google Translate).

Le traduzioni automatiche sono indubbiamente rapide, ma provocano un danno imbarazzante.
Per risparmiare e non pagare un traduttore professionista, si ottengono traduzioni di pessima qualità: un’accozzaglia di parole accostate senza logica né sintassi e spesso con pessimi traducenti.

Di fronte a contenuti di questo tipo, un visitatore straniero fugge dal sito web ritenendolo inaffidabile e poco professionale, preferendo investire i propri soldi presso un’altra struttura, un B&B il cui sito è tradotto con cura da un esperto della sua lingua e della sua cultura.

Quindi la traduzione effettuata da un professionista consente di fare bella figura: il visitatore straniero prenoterà la propria vacanza nel B&B che ai suoi occhi si presenta come un’opzione sicura, perché i contenuti ben tradotti del sito lo mettono a suo agio e gli ispirano fiducia.

In tal modo questo B&B ha battuto la concorrenza di altre strutture ricettive, assicurandosi clienti.

Ti sembrano motivi sufficienti per tradurre il sito di un B&B?