Come ottenere eccellenti traduzioni gratis

Ottenere traduzioni gratis di ottima qualità è un desiderio molto diffuso tra coloro che non vogliono spendere un centesimo per la traduzione di un documento, un sito web, un manuale, un testo qualsiasi.

Del resto perché pagare un professionista se esistono soluzioni gratuite?
Bisogna per forza ricorrere a un traduttore freelance o a un’agenzia di traduzioni per ottenere traduzioni di qualità?

Dato che a Natale “siamo tutti più buoni”, mi piacerebbe farti un piccolo regalo e fornire una soluzione al problema che ti tormenta: esistono strumenti efficaci per ottenere traduzioni di qualità in modo gratuito?

Parliamoci chiaro. Un suggerimento di questo tipo va contro i miei interessi, visto che la traduzione è la mia professione.
Però vorrei risolvere una volta per tutte questo problema senza invitarti a ricorrere a mezzi mediocri che rovinano la tua reputazione o quella della tua azienda, come Google Translate e i traduttori automatici.

In fondo tantissimi utenti affidano a Google la ricerca disperata di traduzioni gratis, sperando di trovare una soluzione che garantisca la qualità, come puoi vedere nella popolare chiave di ricerca qui sotto:

traduzioni professionali gratis

Come ottenere traduzioni gratis di ottima qualità?
La soluzione è semplice: NON PUOI.

Esatto, le “traduzioni professionali gratis” NON esistono. Perché la traduzione è un processo che richiede studi, esperienza, aggiornamento, competenze e abilità del tutto umani.

Affideresti la cura dei tuoi denti a una macchina pur di risparmiare? Oppure preferisci pagare un dentista, cioè un professionista qualificato e competente capace di garantire il risultato desiderato?

Per la traduzione il discorso è molto simile, visto che affidarti a un professionista non significa sostenere una spesa inutile, bensì investire nell’immagine della tua azienda oltre i confini nazionali, assicurando risultati a lungo termine a beneficio della tua attività.

E se ti sembra che all’inizio del post ho voluto ingannarti indirizzandoti verso una soluzione che poi è risultata diversa dalle tue aspettative, pensa che il regalo che ho voluto farti è questo: aiutarti a capire che non esistono  ottime traduzioni gratis e che dovresti essere consapevole di questa realtà.

Ricorda per sempre il 5 novembre…

Oggi è il 5 novembre e, come tutti sappiamo, questa data è commemorata nel Regno Unito per la Congiura delle Polveri, cioè il tentativo di Guy Fawkes e di un gruppo di cospiratori cattolici di far esplodere il Parlamento inglese nella notte del 5 novembre 1605.

Molti hanno però scoperto questa celebrazione grazie a un film, V per Vendetta, tratto dalla graphic novel di Alan Moore e David Lloyd. Così il 5 novembre è diventata una data celebrata in tutto il mondo da ormai dieci anni e la filastrocca “Ricorda per sempre il 5 novembre…” si ripete nelle nostre teste in questo giorno.

V per Vendetta è uno dei miei film preferiti. Tra le cose che più amo di questa pellicola, vi sono i numerosi riferimenti, citazioni, analogie e simboli che richiamano la storia, la letteratura, la politica, la musica e il cinema.

La simbologia principale del film è la V, associata spesso al 5, visto che “V” corrisponde al quinto numero romano. Ad esempio, la V e il 5 ricorrono nei nomi dei protagonisti: il rivoluzionario V, che indossa la maschera di Guy Fawkes, e Evey Hammond, nel cui nome compaiono la “v” e la “e”, ossia la quinta lettera dell’alfabeto.
E nel film ritroviamo la V e il 5 in moltissimi altri casi, dalla Quinta Sinfonia di Beethoven alla cella numero 5, dal personaggio di Valerie alle lancette dell’orologio del Big Ben…

Il momento più impressionante in cui compare la V è il monologo iniziale di V, quando l’uomo si presenta a Evey dopo averla salvata dagli uomini del Dito.
Nella carismatica presentazione la V si ripete di continuo. Questo passaggio ha rappresentato indubbiamente una grande sfida per la traduzione e l’adattamento.

Nella versione inglese del monologo, la V si ripete 53 volte:

Voilà! In view, a humble vaudevillian veteran cast vicariously as both victim and villain by the vicissitudes of Fate. This visage, no mere veneer of vanity, is a vestige of the vox populi, now vacant, vanished. However, this valourous visitation of a bygone vexation stands vivified and has vowed to vanquish these venal and virulent vermin vanguarding vice and vouchsafing the violently vicious and voracious violation of volition! The only verdict is vengeance; a vendetta held as a votive, not in vain, for the value and veracity of such shall one day vindicate the vigilant and the virtuous. Verily, this vichyssoise of verbiage veers most verbose, so let me simply add that it’s my very good honour to meet you and you may call me V.

Nella versione italiana del monologo, la V ricorre 48 volte:

Voilà! Alla vista un umile veterano del vaudeville, chiamato a fare le veci sia della vittima che del violento dalle vicissitudini del fato. Questo viso non è vacuo vessillo di vanità, ma semplice vestigia della vox populi, ora vuota, ora vana. Tuttavia, questa visita alla vessazione passata acquista vigore ed è votata alla vittoria sui vampiri virulenti che aprono al vizio, garanti della violazione vessatrice e vorace della volontà. L’unico verdetto è vendicarsi… vendetta… E diventa un voto non mai vano poiché il suo valore e la sua veridicità vendicheranno un giorno coloro che sono vigili e virtuosi. In verità questa vichyssoise verbale vira verso il verboso, quindi permettimi di aggiungere che è un grande onore per me conoscerti e che puoi chiamarmi V.

Il lavoro di traduzione e adattamento è grandioso nel riprodurre non solo il senso dell’originale ma anche la ripetizione della V, che ricorre spesso come iniziale, utilizzando un numero quasi equivalente di parole. E tutto ciò non avviene in uno sproloquio insensato, bensì in un monologo ricco di significato.

Niente più trucchi. Niente più menzogne. Solo verità.
V per Vendetta

Di cosa ha paura il traduttore freelance

La paura è uno dei temi di Halloween, ma anche un elemento che caratterizza la vita del traduttore freelance. Come in altre professioni, il traduttore deve convivere con la paura, che si manifesta in molte forme e si impadronisce di noi senza quasi esserne consapevoli.

Che sia per scarsa autostima o per una certa tendenza al panico, la paura ostacola la ragione, offusca le nostre certezze e ci fa precipitare nel vortice dell’angoscia, che il più delle volte è immotivata ed è la pura conseguenza di un caos emotivo dominato da sensazioni negative.

L’insicurezza e la paura assalgono soprattutto il traduttore freelance che si è affacciato da poco sul mercato, fresco di studi e con poca esperienza. Mille dubbi assalgono il neo-traduttore: le tariffe da applicare, la ricerca del primo cliente, la concorrenza dei colleghi più esperti…
Tuttavia, i dubbi e le ansie convivono anche con i traduttori più maturi, che hanno vari anni di esperienza alle spalle.

Ti propongo un breve elenco delle paure (spesso ingiustificate) che assalgono un traduttore.

Ecco di cosa ha paura il traduttore freelance:
  • Un potenziale cliente chiede il preventivo di una traduzione. Non avrai mai più sue notizie.
  • Il Project Manager non è molto soddisfatto del tuo lavoro?
  • Il cliente che non paga la fattura.
  • Il computer che si riavvia/spegne/muore mentre traduci l’ennesima cartella del giorno.
  • Anche se sei consapevole che nella vita di un freelance esiste il cosiddetto ciclo “feast or famine”, con l’alternarsi di periodi di grassa e di magra, hai il terrore dei periodi di magra.
  • Ti accorgi di un refuso nella traduzione dopo averla consegnata.
  • E se non fossi all’altezza di questo incarico di traduzione?
  • Le tasse sono puntuali, il saldo delle fatture praticamente mai.
  • Perdere i glossari e le memorie di traduzione archiviati per motivi ignoti.
  • La gente non capirà MAI che tradurre è un lavoro.
Ti riconosci in queste paure? Vorresti confessare altre paure che ti assalgono?
Confrontiamoci… e sosteniamoci a vicenda. 😉

Inside Out: traduttori ed emozioni a confronto

Ho visto Inside Out e l’ho trovato straordinario. È un film decisamente raro che, nella migliore tradizione della Pixar, arriva al cuore degli adulti più che dei bambini, grazie a un misto di maturità, delicatezza e profondità. Inside Out scava dentro di noi, ci fa immedesimare, ci incanta grazie a un’accattivante rappresentazione delle nostre principali emozioni: Gioia, Tristezza, Disgusto, Rabbia e Paura.

Se hai visto il film, anche tu sei rimasto conquistato dai personaggi che ritraggono le emozioni.
Io ho provato ad associare a ciascuna emozione alcuni stati emotivi del traduttore freelance. Così ho creato una sorta di Inside Out del traduttore.

Inside Out: la console delle emozioni del traduttore
GioiaGioia
  • Ho la fortuna di fare il lavoro che amo, nonostante alti e bassi.
  • Con la traduzione imparo ogni volta qualcosa di nuovo. Non è una cosa entusiasmante?
  • Ok, ho inviato il preventivo a un potenziale cliente. E ora: pensa positivo!
  • Ecco una bella soddisfazione: l’azienda per cui ho tradotto il catalogo di prodotti e i materiali pubblicitari è riuscita ad aumentare le esportazioni grazie alle mie traduzioni.
tristezzaTristezza
  • Peccato, pensavo che quel servizio che intendevo proporre oltre alla traduzione fosse interessante.
  • I miei tentativi di personal branding, di promozione e marketing non portano alcun risultato. Nessuno mi vuole.
  • Ho contattato mille agenzie di traduzioni, ma nessuna vuole lavorare con me.
  • I potenziali clienti non accettano i miei preventivi. Non sono in grado di negoziare.
DisgustoDisgusto
  • Grazie a quella virgola tra soggetto e verbo, ho deciso di non voler rispondere alla tua email.
  • Ma se nel CV ho scritto che non uso MemoQ, perché tu agenzia mi proponi un incarico in cui devo utilizzare questo CAT tool?
  • Va benissimo preferire Google Translate o un cosiddetto “traduttore” che ha trascorso un mese in Inghilterra e nella vita fa tutt’altro che tradurre. Senza dubbio costerà meno di me. Ma i danni che ne ricaverai ti costeranno decisamente caro.
  • Certo, vuoi che traduca un testo così pieno di errori grammaticali, refusi e inutili doppi spazi? Magari prova a riscriverlo e poi ne riparliamo.
RabbiaRabbia
  • Sì, sono un traduttore freelance. Sì, è un lavoro!
  • Tante grazie, Project Manager che mi chiedi se sono disponibile a tradurre un sito web e non mi hai neppure mandato il file sorgente per calcolare il preventivo. Quindi devo calcolare io il numero di cartelle senza una minima indicazione da parte tua?
  • Caro cliente che mi avresti pagato a 90 giorni: ne sono passati 120. Dov’è il saldo della mia fattura?
  • Il revisore ha nettamente peggiorato la traduzione, solo perché la frase da me tradotta e che lui ha contestato e modificato “suona meglio” nella sua versione.
PauraPaura
  • Il post-editing finirà per sostituire del tutto la traduzione professionale!
  • Non capisco la terminologia tecnica del testo di partenza. Perché mai ho accettato questa traduzione?
  • Sono passati già tre giorni dall’ultimo lavoro. Non riceverò più incarichi di traduzione, nessun cliente mi contatterà per il resto della vita!
  • Il Project Manager è soddisfatto, ma non molto soddisfatto della mia traduzione. Ho fatto un pessimo lavoro.

 

La lista di possibilità è infinita. E allora ecco una sfida: in base alla tua esperienza di traduttore freelance, prova ad aggiungere qualcosa. Scegli una o più emozioni e mettile a confronto con il tuo lavoro: gioia, tristezza, disgusto, rabbia e paura… di certo fanno parte della tua vita quotidiana di traduttore!

Dimmelo nei commenti. Il tuo contributo è prezioso!

In quali lingue tradurre il proprio sito?

Tradurre il proprio sito in più lingue è una strategia utilissima per raggiungere un bacino di utenti e potenziali clienti più ampio.
La traduzione multilingue di un sito web permette di affacciarsi su una fetta di mercato ben più vasta rispetto a quella nazionale, creando un maggiore potenziale di vendite e profitti per un’azienda, un’attività imprenditoriale e soprattutto per un sito e-commerce.

Ma come scegliere le lingue in cui tradurre il proprio sito?

Secondo un recente studio, il sito web dovrebbe essere tradotto in almeno 16 lingue per raggiungere un’utenza mondiale. Ovviamente un’impresa del genere è titanica, costosa e difficilmente realizzabile. In verità, basta scegliere con accortezza le lingue straniere in cui tradurre (e localizzare!) il sito aziendale.

L’inglese è indispensabile. Qualsiasi azienda che intende tradurre il proprio sito aziendale in più lingue deve necessariamente optare per l’inglese.

E le altre lingue?
Tutto dipende dagli obiettivi e dalle strategie aziendali finalizzati all’internazionalizzazione dell’attività. Per scegliere le lingue (oltre l’inglese) in cui tradurre il proprio sito, bisogna considerare alcuni fattori.

  • Se l’azienda vende già all’estero, analizza i mercati stranieri in cui l’attività commerciale è già operativa grazie ai distributori o agli agenti locali. Scegli quindi di tradurre il sito aziendale nelle lingue locali dei Paesi di riferimento.
  • L’azienda muove i primi passi di internazionalizzazione e intende espandersi in altri mercati oltre i confini nazionali. Studia le opportunità commerciali più profittevoli all’estero e cerca clienti e consumatori stranieri di quelle nazioni, traducendo di conseguenza il sito nelle lingue delle aree geografiche target.
  • Monitora il traffico web. Esistono strumenti ad hoc (come Google Analytics) per analizzare le statistiche di un sito web, permettendo di rilevare alcune informazioni sugli utenti del sito, come la provenienza geografica, le lingue parlate, le pagine più visitate. Alla luce di questi dati, puoi tradurre il sito nelle lingue più popolari secondo le statistiche rilevate.

Per scegliere le lingue in cui tradurre il proprio sito, non bisogna dimenticare altri aspetti che possono guidarti nella decisione:

  • Gli utenti stranieri iscritti alla tua newsletter.
  • I follower stranieri dei profili aziendali sui social network.
  • I consumatori e clienti stranieri incontrati in fiera.

Un ultimo suggerimento.
Dopo aver deciso di mettere online un sito multilingue, evita di utilizzare le bandierine come punto di accesso alle versioni multilingue del tuo sito.
Ad esempio, il francese non è solo la lingua della Francia, ma è una lingua diffusa anche in Canada, Belgio, Svizzera e alcuni Paesi nordafricani. Quindi se identifichi la versione francese del tuo sito con la bandiera della Francia, è come se stessi escludendo gli altri utenti francofoni.
Per evitare di cadere in questa trappola e rivolgerti a una maggiore utenza, al posto delle bandierine utilizza le iniziali delle lingue di riferimento: EN per l’inglese, FR per il francese, ES per lo spagnolo…

Una lingua ti apre un corridoio per la vita. Due lingue ti aprono tutte le porte lungo il percorso.
Frank Smith

Traduttore freelance e potenziale cliente: come fare una buona impressione

Il traduttore freelance è sempre alla ricerca di clienti: agenzie di traduzioni, aziende, privati, organizzazioni. La lista non finisce qui ed è decisamente varia.

Ma oltre a prendere l’iniziativa per intercettare potenziali clienti interessati ai suoi servizi di traduzione, talvolta è il cliente a contattare il traduttore per la prima volta. In questo caso l’email o la telefonata del potenziale cliente arriva grazie al passaparola, oppure come risultato dell’ottimo lavoro di personal branding del traduttore freelance, che raggiunge una certa visibilità online grazie al sito, al blog e ai suoi profili social.

Quando è il cliente a contattare il traduttore freelance, quest’ultimo deve fare di tutto per assicurare una buona impressione e dimostrarsi degno della fiducia che il potenziale cliente ha voluto accordargli alla sua prima richiesta.

Ecco i miei suggerimenti in base alla mia esperienza.

Rispondi con rapidità

I tempi di risposta hanno una grande importanza. Se il potenziale cliente ti ha mandato un’email, cerca di rispondere tempestivamente alla sua richiesta. Che si tratti di un preventivo o della possibilità di incontrarsi e discutere del progetto, dimostra la tua disponibilità rispondendo nel più breve tempo possibile.
Se il cliente ha contattato vari traduttori, quasi sempre il primo traduttore freelance a rispondere è quello che finisce per aggiudicarsi il lavoro.

Comunica con un linguaggio semplice

A meno che tu non abbia a che fare con un’agenzia di traduzioni, il potenziale cliente non conosce la terminologia specifica utilizzata dal traduttore freelance. Quindi spiega cos’è una cartella o un CAT tool, oppure non dare per scontato che il potenziale cliente sappia la differenza fra traduzione e localizzazione.

Usa un linguaggio chiaro e semplice, evitando i termini troppo tecnici, e comunica con un linguaggio comprensibile per il potenziale cliente.

Personalizza la comunicazione

C’è il cliente che non hai mai incontrato e con cui hai sempre lavorato attraverso lo scambio di email, ma c’è anche quello che ha bisogno di conoscerti di persona o che preferisce comunicare al telefono.

Il segreto per instaurare un ottimo rapporto è adattarti allo stile di comunicazione del cliente. Allora personalizza il tuo approccio comunicativo secondo le sue esigenze, facendolo sentire unico.
Poi è ovvio che, sebbene il tuo cliente preferisca una chiacchierata di lavoro a uno scambio di email, la parola scritta (preventivo, ordine, eventuale contratto, fattura) non deve mai mancare.

Cerca di essere la soluzione, non il problema

A volte il potenziale cliente ti contatta per un progetto relativo a un ambito di specializzazione che non ti appartiene o per una combinazione linguistica che non corrisponde alle tue lingue di lavoro attive e passive. Oppure vorresti accettare il lavoro, ma la richiesta arriva in un periodo in cui stai già lavorando a numerosi progetti con consegna imminente.

In quei casi in cui non puoi accettare il lavoro proposto, non diventare fonte di ulteriori difficoltà per il potenziale cliente, ma cerca di trovare una soluzione: proponi un altro collega, mettilo in contatto con un traduttore freelance che lavora con quel particolare settore o nella combinazione linguistica richiesta dal cliente e diversa dalla tua. Questa volta non otterrai il lavoro, ma il potenziale cliente sarà grato per la soluzione che hai fornito e si ricorderà di te. E magari in futuro ti contatterà di nuovo per un progetto che potrai accettare senza problemi.

Cosa ne pensi? Quali altri suggerimenti possiamo aggiungere per fare una buona impressione?

3 casi in cui il prezzo di una traduzione aumenta

Quanto costa una traduzione? Ecco la domanda che tutti i potenziali clienti si pongono prima di richiedere una traduzione.
Non esiste una risposta universale a questo dubbio che assale anche i traduttori alle prime armi che devono stabilire le proprie tariffe. Il motivo è semplice: esistono tanti fattori che influenzano il prezzo di una traduzione, tra cui la combinazione linguistica, la data di consegna, il tipo di documento da tradurre.

Quando un potenziale cliente chiede un preventivo a un traduttore freelance o a un’agenzia di traduzioni, spesso tende a considerare la quotazione più alta delle sue aspettative. Purtroppo ci si attende tariffe decisamente basse perché la traduzione è un’attività spesso sottovalutata, mentre si tratta di una professione intellettuale che richiede competenze notevoli, non solo di natura linguistica.

Ci sono tre casi in cui il prezzo di una traduzione aumenta ed è bene tenere a mente questi fattori nel momento in cui si chiede un preventivo.

1. La traduzione è urgente

Quasi tutti i clienti necessitano di una traduzione in pochissimo tempo. Ma bisogna sapere che la data di consegna influenza notevolmente il prezzo, perché magari il traduttore sta lavorando ad altri progetti e deve dare la precedenza alla traduzione urgente, oppure la richiesta giunge di venerdì pomeriggio e la traduzione deve essere consegnata il lunedì mattina.
Molti traduttori applicano una tariffa maggiorata quando devono lavorare nel weekend. In ogni caso occorre ricordare che l’urgenza fa aumentare il prezzo della traduzione.

2. Il formato del file da tradurre è difficile da editare

Un traduttore preferisce lavorare con un file in Microsoft Word, perché facilmente editabile. Ma spesso il documento da tradurre è in PDF, il che fa aumentare il prezzo della traduzione, in quanto il traduttore deve convertire il file in un formato editabile per calcolare il preventivo ed effettuare la traduzione. E il tempo da impiegare in questo processo comporta una tariffa più elevata. Se è possibile, sarebbe quindi preferibile inviare il file da tradurre in un formato facilmente modificabile, in modo da risparmiare sulla traduzione.

3. Il contenuto della traduzione è molto tecnico

Il motivo per cui gran parte dei traduttori sono specializzati in determinati settori è proprio questo: conoscere a fondo l’argomento del documento da tradurre riduce i tempi di ricerca e di studio necessari per fornire una traduzione ottimale, perché il traduttore ha già acquisito la terminologia e può lavorare alla traduzione in tempi più rapidi.
Se invece il documento da tradurre tratta un argomento estraneo ai settori di specializzazione del traduttore, quest’ultimo avrà bisogno di più tempo per la ricerca terminologica necessaria allo svolgimento di un ottimo lavoro.

Se un potenziale cliente vuole risparmiare sulla traduzione, deve ricordare i tre punti che ho menzionato e seguire questi suggerimenti per lavorare al meglio con un traduttore freelance.

3 modi per praticare ogni giorno una lingua straniera

Per mantenere in esercizio una lingua straniera non occorre essere linguisti o appassionati  delle lingue. Anche se nella vita ti dedichi a tutt’altro, sai benissimo che conoscere le lingue è oggi indispensabile per motivi di studio e di lavoro.

Il segreto per imparare una lingua straniera è uno, ma c’è un’altra cosa che non deve venir meno: la costanza.

E così puoi mettere in pratica questi suggerimenti per esercitare la lingua ogni giorno, perché praticare una lingua straniera è alla portata di tutti.

1. Leggi articoli, siti web, blog scritti in lingua straniera.

Anche se non capisci ogni singola parola dell’articolo, non focalizzarti sulle parole che non conosci, ma cerca di comprendere il senso generale. In questo modo il contesto ti aiuterà a dedurre il significato delle parole sconosciute. Oppure consulta un dizionario per sciogliere i dubbi sulla terminologia.

Puoi cominciare scegliendo argomenti che suscitano il tuo interesse. Se ami lo sport, leggi pubblicazioni su questo tema invece di optare da subito per la politica internazionale. Man mano che la lettura di articoli in lingua straniera diventa più familiare, potrai spaziare con facilità tra argomenti diversi.

2. Ascolta canzoni, interviste e podcast in lingua straniera.

L’ascolto ti mette a contatto con accenti diversi, ti aiuta a migliorare la pronuncia di parole straniere che conosci già o che per te sono del tutto nuove.
Concentrati sulle parole delle canzoni, ascolta podcast tematici per abituarti a diversi ritmi di eloquio e alle espressioni idiomatiche. Anche in questo caso puoi scegliere gli argomenti che preferisci e cominciare da un livello elementare, fino a misurarti con situazioni più complesse a seconda dei tuoi progressi.

Puoi anche scegliere qualcosa che ti stimola particolarmente, come le interviste al tuo attore, sportivo o cantante preferito: l’interesse che provi per il soggetto che ti sta a cuore è un grande incoraggiamento e vedrai che moltiplicherai i tuoi sforzi per capire il più possibile di ciò che dice.

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3. Guarda film, programmi e serie tv in lingua straniera.

Ai benefici descritti nel punto 2 si aggiunge l’approccio visivo, che potenzia l’apprendimento linguistico. Guardare film, serie tv e programmi in lingua originale è oggi davvero semplice grazie alle molteplici possibilità offerte sia dal web che dalla televisione.
Ad esempio, puoi guardare film e serie tv che hai già visto in passato, optando questa volta per la lingua originale. In questo modo puoi associare facilmente le battute che conosci già a quelle pronunciate nella versione originale.

Inoltre cerca di preferire le versioni originali e sottotitolate a quelle doppiate, abbandonando l’insensata pigrizia mentale in base alla quale “leggere i sottotitoli è faticoso”.
Grazie al doppio audio del digitale terrestre, puoi vedere molti film e programmi in lingua, scegliendo inizialmente le repliche di qualcosa che hai già visto e poi approcciarti a un film o programma per te inedito sfidando le tue capacità: non dimenticare che le espressioni del volto, i gesti e le azioni che vedi sullo schermo ti sono d’aiuto.

Ovviamente puoi immergerti totalmente nella lingua straniera quando ti trovi nel Paese in cui si parla quella lingua, vivendo in prima persona la cultura e le tradizioni del posto.
Ma qui ho voluto sottolineare alcuni consigli per praticare ogni giorno una lingua straniera. Potresti anche migliorare la scrittura, annotando frasi e termini utili, o potenziare le competenze orali esercitandoti a pronunciare frasi d’uso quotidiano nella lingua straniera.

Ricorda che il tuo atteggiamento è fondamentale per evitare blocchi mentali che ostacolano l’apprendimento nonostante i tuoi sforzi. Quindi cerca di essere positivo e di mostrare curiosità verso la lingua straniera.

I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo.
Ludwig Wittgenstein

L’età dell’innocenza… del traduttore

Questa non è la storia del traduttore che da bambino amava giocare con le parole e sfogliare i libri colorati invece di dilettarsi con bambole e giocattoli.
Mi riferisco invece all’età dell’innocenza del traduttore, cioè quel periodo in cui l’aspirante giovane traduttore pensa al suo avvenire guardandolo con un incanto dovuto all’inesperienza.

Le ingenuità del traduttore sono soprattutto tipiche della sua giovinezza, di quei momenti in cui inizia a maturare in lui il desiderio di lavorare come traduttore professionista.

Confesso che anni fa ero animata dalla velleità della traduzione letteraria. Immagino che più o meno tutti i traduttori abbiano desiderato – magari anche per poco tempo – di tradurre per la letteratura. Poi invece il percorso professionale intrapreso è nettamente estraneo all’editoria.

Nel corso del tempo mi è capitato di leggere e sentire alcune affermazioni che mi hanno fatto sorridere, perché spesso l’aspirante traduttore guarda al futuro con quell’ottimismo e una certa visione semplicistica che nasce proprio dall’innocenza di un progetto non ancora bel delineato.

Ecco alcune manifestazioni dell’età dell’innocenza del traduttore:
  1. Voglio tradurre per attori e registi famosi come fa Olga Fernando.
    (Poi l’aspirante traduttore si rende conto che in questo caso non si tratta di lavorare come traduttore, bensì come interprete.)
  2. Da grande voglio tradurre romanzi. Diventerò un traduttore letterario!
  3. Amo il cinema e le serie tv, quindi mi dedicherò alla traduzione professionale di sottotitoli.

La lista delle ingenuità tipiche del periodo in cui inizia a germogliare il desiderio di lavorare come traduttore è certamente lunga.

Ti riconosci in una di queste affermazioni?
Cosa aggiungeresti in base alla tua esperienza?

I libri, la lettura e io

I libri rappresentano una compagnia preziosa della mia vita, una presenza costante che mi ha arricchito da bimba e continua ad arricchirmi da adulta.

Sin da bambina, poco dopo aver imparato a leggere, ho sempre adorato immergermi tra le pagine di un libro. E nel corso degli anni mi sono appassionata a generi diversi, ho esplorato luoghi e conosciuto personaggi che ormai fanno parte di ciò che sono e che spesso diventano un riferimento nella vita quotidiana.

Per me la lettura è un rifugio, una fuga, una scoperta. Ma la lettura è soprattutto condivisione.
Può sembrare una cosa paradossale, dato che leggere un libro è un’attività solitaria, uno dei rari momenti da dedicare a se stessi.

Eppure la lettura è sempre stata un’esperienza che amo condividere. Come i libri e gli scrittori scoperti insieme alla mia sorella gemella sin da quando eravamo bambine. E le preferenze così simili ancora oggi, che ci permettono di confrontare le nostre impressioni in uno scambio incessante e ricco di stimoli.

E poi grazie ai libri ho conosciuto persone meravigliose. Da una passione letteraria in comune sono nate amicizie profonde e oggi queste sono tra le persone più care della mia vita. Viviamo le stesse emozioni, insieme condividiamo interessi, affinità ed esperienze.

Magari è una cosa scontata: una traduttrice adora leggere. Senza dubbio l’amore per la lettura ha alimentato la mia passione per la traduzione, fino a decidere di consacrarmi a essa per lavoro. Sono certa che ogni traduttore ha accarezzato per un po’ l’idea di dedicarsi alla traduzione letteraria, finendo spesso per prendere altre direzioni. E poi i traduttori hanno un modo tutto loro di leggere i libri

Insomma, non posso fare a meno dei libri. Anche perché la lettura è il mezzo per conoscere sensibilità, modi di pensare e idee che alla fine diventano propri, come accade quando uno scrittore diventa uno dei massimi modelli di ispirazione della vita.