I benefici e i limiti del lavoro da remoto

Una premessa importante: non parlo di smart working, un anglicismo improprio e assolutamente inutile utilizzato da media e istituzioni per darsi un tono. Lo spiega benissimo Licia Corbolante, precisando che occorre parlare di lavoro da remoto o lavoro a distanza.

Spesso di “smart” non c’è un bel niente, dato che chi è costretto a lavorare da casa per via dell’emergenza sanitaria deve condividere postazioni, strumenti e connessione internet con partner, figli, genitori, e in alcuni casi non c’è traccia né di processi migliorati né di tecnologie che rendono il lavoro più funzionale.

Parliamo quindi di lavoro da remoto.

C’era una volta il lavoro da casa

Fino a poco tempo fa, l’espressione lavoro da casa definiva l’attività professionale tipica del freelance, creatura mitologica agli occhi della maggioranza che strabuzzava gli occhi e formulava di solito una o più di queste frasi: “Lavori da casa? Beato te che puoi alzarti quando vuoi / che puoi lavorare quando vuoi / che non hai orari da rispettare / che puoi gestire come vuoi i tempi del lavoro e della vita privata”.

Poi qualcuno osava anche domandare: “Quando cerchi un vero lavoro?”.

Tutto cambia “ai tempi del”

Oggi la consapevolezza nei confronti del lavoro da remoto è aumentata per forza di cose. Secondo le stime, sono 8 milioni gli italiani che lavorano da casa. Chi non era abituato a questa modalità di lavoro e ogni giorno si recava in azienda o in ufficio sta facendo una fatica immensa.

Probabilmente è aumentata la produttività, perché l’orientamento al risultato e la flessibilità sono i presupposti del lavoro da remoto. Ma di pari passo aumentano la frustrazione e l’impossibilità di separare il lavoro dalla vita privata: tra gestione della casa, della famiglia, degli spazi da condividere, delle esigenze dei conviventi, nonché le commissioni necessarie fuori casa, per molti il lavoro da remoto è diventato un incubo.

C’è chi rimpiange il percorso casa-lavoro, chi rischia di impazzire per le continue interruzioni e gli eccessivi stimoli che lo distraggono dal lavoro confinato nelle mura domestiche. E chi si è finalmente ricreduto su tutte le frasi fatte e le percezioni errate di cui sopra perché, in molti casi, lavorare da remoto significa lavorare di più.

Parola d’ordine: autodisciplina

Le capacità di organizzazione sono essenziali per lavorare da remoto in modo produttivo.

Nel caso del rapporto di lavoro a distanza fra dipendente e datore di lavoro, la fiducia reciproca è consolidata dal conseguimento dei risultati.

Il primo non sente costantemente gli occhi addosso del capo e non deve far vedere che sta lavorando: sta a lui portare a termine il progetto e raggiungere gli obiettivi prefissati, dimostrando proattività e coinvolgimento e sviluppando un forte senso di responsabilità.

Il secondo risparmia sui costi di gestione degli spazi fisici e osserva una riduzione del tasso di assenteismo.

E poi c’è il tempo risparmiato rispetto agli spostamenti del tragitto casa-lavoro e la possibilità di evitare l’imbottigliamento nel traffico.

Attenzione alla reperibilità continua

Con l’aumento delle videoconferenze e degli scambi interattivi a distanza fra collaboratori, il tempo dedicato al lavoro potrebbe paradossalmente aumentare.

Tuttavia, è necessario fissare dei limiti perché stare a casa non significa essere reperibili sempre e comunque: rispondere alle email, confrontarsi in chat, lavorare a un progetto senza sosta…

Per non compromettere ulteriormente l’equilibrio, è meglio stabilire orari di lavoro e rispettarli. Se possibile, cerchiamo di riservare almeno la domenica al riposo, benché fra le mura domestiche, sognando di poter uscire in sicurezza e quanto prima a riveder le stelle.

Cosa comunicare nei periodi di emergenza?

Non è soltanto il momento di restare a casa. Se il Coronavirus non ha avuto un forte impatto economico sul tuo lavoro (con chiusure, rinvii e annullamenti), è il momento di ripensare alle strategie di marketing e di comunicazione.

Covid-19 ha messo in discussione tutto. Nessuno era pronto a fronteggiare una pandemia.

Cosa non deve mancare innanzitutto? Solidarietà, senso di responsabilità civile e incoraggiamento.

Dato che il piano editoriale ha subito uno sconvolgimento, cosa è meglio comunicare di questi tempi?

Trasparenza, autenticità, empatia

Questa situazione riguarda tutti, senza distinzioni di cultura, religione, credo politico, situazione socio-economica.

Da un lato non è possibile fare finta di niente, pubblicando o condividendo contenuti che possono urtare la sensibilità altrui.

Dall’altro c’è chi non ne può più di articoli, trasmissioni, post, video e contenuti di ogni tipo riguardanti la pandemia e desidera distrarsi con qualcosa che non abbia nulla a che vedere con il Coronavirus.

Se non te la senti di continuare a postare online, dillo chiaramente. Non sparire senza avvertire il tuo pubblico di riferimento perché si potrebbe pensare al peggio.

Comunica ai tuoi clienti e fornitori qual è la tua situazione attuale

Puoi farlo sul sito web aziendale, sui social e nella newsletter.

Hai chiuso momentaneamente l’attività oppure hai adottato le misure necessarie per lavorare da casa? I tuoi collaboratori e clienti lavorano da remoto?

Hai modificato o ridotto gli orari di lavoro?

Fallo sapere.

Evita l’ironia e i meme sulla pandemia

All’inizio i video e le immagini che ironizzavano sul Coronavirus e sulle reazioni generali potevano pure divertire, ma da un po’ di tempo sono decisamente fuori luogo.

Si tratta di una pandemia, ci sono migliaia di morti e persone malate e forse un utente che legge o guarda un meme che hai pubblicato ha perso una persona cara. Non c’è niente da ridere.

Concedi rimborsi

Oltre ai negozi, al settore della cultura e dello spettacolo, tra i più colpiti a livello economico ci sono hotel, ristoranti, bar, villaggi turistici, b&b, stazioni sciistiche.

Probabilmente molti avevano prenotato e acquistato soggiorni, vacanze, biglietti per eventi, concerti e spettacoli che sono stati annullati o rimandati.

In tal caso occorre soddisfare le richieste di rimborso. Se è possibile, potresti fornire bonus o codici promozionali con cui inviti a posticipare la prenotazione.

Potenzia l’e-commerce e le consegne a domicilio

Se hai un’attività locale, potresti incoraggiare i tuoi clienti a restare a casa e organizzarti per garantire le consegne a domicilio.

Se vendi prodotti e hai già un e-commerce, è il momento di potenziarlo perché ora è l’unico canale che puoi utilizzare.

Cerchiamo di essere utili, ognuno nel suo piccolo. Condividiamo informazioni attendibili, scegliamo le parole con cura.

Il minimo movimento è importante per tutta la natura. L’intero oceano è influenzato da un sassolino.
Blaise Pascal