Gli errori più comuni delle piccole aziende sui social network

La presenza di un’azienda sui social network apporta molti benefici: visibilità online, contatto diretto con i clienti, coinvolgimento e fidelizzazione degli utenti, vantaggi SEO.

Ma le piccole aziende spesso commettono errori più o meno gravi in assenza di un social media manager professionista, che gestisce i social network aziendali. Ecco gli errori più comuni commessi dalle piccole aziende.

Il profilo Facebook invece della pagina

Molte aziende o attività professionali decidono di promuoversi su Facebook e aprono un profilo personale invece della fanpage.
Si tratta innanzitutto di una violazione del regolamento di Facebook, ma è anche una pratica deleteria e poco professionale. Il profilo è appunto personale, per uso individuale e non commerciale, mentre la Pagina Facebook è una vetrina promozionale in cui si contano i followers, le “persone a cui piace”, non gli amici.

La Pagina Facebook consente di connettersi con altre aziende, brand e organizzazioni e dispone di uno strumento molto utile: gli insights, ossia le statistiche da monitorare per misurare il coinvolgimento degli utenti.

Nessun sito web, solo la fanpage

Il sito web di un’azienda è indispensabile. È il vero e proprio biglietto da visita virtuale, la piattaforma principale visitata dagli utenti per ottenere informazioni sull’azienda, conoscere la sua storia e lo staff, prendere visione dei suoi prodotti o servizi e scegliere la modalità di contatto.

La Pagina Facebook consente di interagire attivamente soltanto con gli iscritti, mentre un sito web è ben indicizzato dai motori di ricerca e ha un pubblico di riferimento più ampio.
Se un’azienda ha una fanpage ma nessun sito web, l’utente ha l’impressione che l’azienda abbia un approccio poco professionale.

Identica strategia comunicativa sui vari canali

Dato che la promozione di un’azienda sui social network è ormai imprescindibile, la tendenza più diffusa è sfruttare una varietà di canali: Facebook, Twitter, Linkedin, Google+, Instagram e Pinterest sono i più utilizzati, ma ce ne sono molti altri.

Tuttavia l’azienda non diversifica i contenuti sui vari canali, ma inserisce gli stessi post, foto, aggiornamenti di stato e condivisioni, utilizzando la stessa strategia comunicativa senza sfruttare le peculiarità di ogni profilo.

Ignorare Google+

Probabilmente Google+ è la piattaforma social che piace di meno. Giudicata troppo complessa e a volte incomprensibile, molti utenti lamentano di non comprenderne l’utilità.
Ed è un male, dato che Google+ è in forte espansione e assumerà un ruolo sempre più importante tra i social media.

Una presenza attiva su Google+ è fondamentale per la geolocalizzazione dell’azienda, permette di creare una community e di ottenere un buon posizionamento sul motore di ricerca. Quindi è una strategia SEO da tenere presente e da non trascurare.


Se non è possibile affidare la gestione dei canali social dell’azienda a una risorsa interna con le competenze necessarie, la cosa migliore da fare è affidarsi a una consulenza esterna.
Il Web Marketing non è un gioco e forse l’azienda non ha neppure il tempo di gestire la propria presenza sui social media. Infatti una tendenza piuttosto comune è aprire diversi canali sociali che poi vengono abbandonati e non aggiornati con costanza, facendo fuggire l’utente e il potenziale cliente verso piattaforme più attive.

Per ottenere risultati concreti, è preferibile affidarsi a un professionista, invece di commettere errori grossolani che possono danneggiare l’immagine aziendale.

A proposito: hai riscontrato altri errori da parte delle aziende? Quali sono le altre pratiche errate sui social network?
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