I 2 requisiti fondamentali del lavoro da casa

Possono sembrare due aspetti scontati del lavoro da casa, invece si tratta di sfide spesso sottovalutate. Quali sono i due requisiti fondamentali del freelance che lavora da casa?

È bene ricordarli non solo per il lavoratore che si confronta ogni giorno con questa realtà vivendola in prima persona, ma anche per quelli che sono appena consapevoli dell’esistenza del lavoro da casa.

1. Evitare le distrazioni.
La produttività si basa su questo, dato che le distrazioni sono molteplici: dal partner o genitore o coinquilino che ti interrompe mentre stai lavorando al campanello o al telefono che squilla.

Metti subito in chiaro che non vuoi essere disturbato. Tieni la porta chiusa o di’ chiaramente che non devi essere importunato dalle ore X alle ore Y. Ignora il telefono.
E quindi anche il cellulare. Rispondi alle chiamate di lavoro, ma silenzia tutte le notifiche (social network, applicazioni come WhatsApp…) che interrompono il flusso di lavoro e frammentano la concentrazione.

Non perdere tempo sui social, lascia perdere Facebook, Twitter e compagnia mentre lavori. Puoi recuperare tutto durante i momenti di pausa. E non è la fine del mondo.

2. Imparare a gestire il lavoro solitario.
Innanzitutto dovresti essere in grado di lavorare da solo. Come freelance non devi soltanto essere produttivo, ma anche organizzare il tuo lavoro, gestire le scadenze e il lato amministrativo della tua professione.

A me piace lavorare in solitudine perché riesco a concentrarmi meglio. E come traduttrice preferisco il silenzio mentre lavoro.

Se però non sopporti la solitudine e hai bisogno di interagire – come se fossi in un ufficio con dei colleghi in un contesto di lavoro dipendente – puoi provare il coworking. Magari non incontrerai persone che fanno il tuo stesso lavoro, ma altri professionisti con cui fare rete e, perché no, avviare una collaborazione.

Come vedi, si tratta di requisiti essenziali del lavoro da casa. Eppure sono certa che non tutti siamo in grado di rispettarli fino in fondo.
Per te è così?

Web Writing e le prime novità del 2015

Web Writing e non solo: ho deciso di proporre servizi aggiuntivi oltre ai servizi linguistici già attivi.

Le prime novità di questo 2015 sono due, perché la parola d’ordine del nuovo anno è diversificazione.
Intendo infatti diversificare l’offerta dei servizi, esplorando percorsi di accompagnamento alla traduzione per sviluppare la mia attività professionale.

In primavera presenterò un progetto a cui ho iniziato a lavorare da poco e che richiede alcune settimane di tempo prima del suo debutto. Questa piccola anticipazione suscita un po’ di curiosità?

Ma veniamo alle prime novità del 2015.
Ho deciso di aggiungere due nuovi servizi correlati a quelli linguistici già offerti, ossia Web Writing e Copywriting.

Di cosa si tratta? Quali sono le differenze tra Web Writing e Copywriting?
Si tratta di servizi di scrittura che richiedono creatività, ricerca, competenze SEO e nozioni di web marketing. Ecco cosa offro nello specifico:

Web Writing
Redazione articoli per blog
Scrittura testi per siti web
Consulenza SEO per metatags (parole chiave, meta description)
Copywriting
Scrittura testi per brochure
Scrittura comunicati stampa
Redazione testi pubblicitari (email marketing, messaggi promozionali)

Chi desidera approfondire questi servizi e mettermi alla prova, può contattarmi senza esitare. Sono a disposizione per chiarimenti, proposte, suggerimenti e collaborazioni.

Fonte immagine: I Love Creativity

Elogio della follia… del freelance

Caro freelance, che ne diresti di fare i conti con la tua follia?

Non c’è niente di offensivo in queste parole, ma prendo in prestito l’espressione di Erasmo da Rotterdam per applicarla a te.

Perché definire folle un freelance?
Per tanti motivi. La nostra follia è ammirevole, sia chiaro. Lo stesso Steve Jobs ci invitava a essere folli, ad abbracciare quella scintilla di creatività, di apertura mentale, di curiosità verso il mondo, di spirito di iniziativa destinato a concretizzare un’idea. Proprio ciò che dovrebbe stare alla base della vita da freelance, cioè un piano concreto, un progetto professionale, obiettivi chiari e spirito imprenditoriale: e poi via, il mondo del lavoro ci aspetta!

Aziende, istituzioni, enti, agenzie, organizzazioni e privati hanno bisogno delle nostre competenze. Siamo una categoria professionale in aumento in tutto il mondo. Pensa che soltanto negli Stati Uniti i lavoratori freelance sono circa 42 milioni.

E in Italia?

Programmatori, consulenti, traduttori, web designer, web writer… siamo in tanti, siamo il lavoro del futuro visto che il posto fisso sta scomparendo, eppure nel nostro Paese veniamo considerati quasi dei matti per la nostra iniziativa imprenditoriale.

Perché aprire la Partita IVA se la maggior parte di quanto guadagni andrà via in imposte e contributi? Perché cerchi di trasformare la tua passione in un lavoro in un Paese dove “lavoro” è sinonimo di noia e peso inevitabile da portare sulle spalle per vivere (anzi, sopravvivere)?

Non basta essere considerati lavoratori di serie B da familiari/parenti/amici che non capiscono cosa significhi essere freelance e ti vedono smanettare al computer senza capire che lavoro fai.
E che parlano di te a terzi senza definire chiaramente la tua professione, perché l’unica frase che sanno concepire somiglia a “lavora al computer” o “lavora a casa”.

E tu, freelance esausto di dover spiegare sempre le stesse cose, di far capire che il tuo è un lavoro anche se non affitti il cervello in un ufficio per otto ore al giorno, ma lavori da casa, ti senti abbattuto e frustrato.

La nostra è una categoria di lavoratori non riconosciuta dalle istituzioni, non tutelata e oppressa da aumenti contributivi e fiscali, eppure siamo freelance.

Dobbiamo cercare clienti ogni giorno, lavorare il più possibile per guadagnare, promuovere la nostra attività, sollecitare il saldo delle fatture, fare i conti con i pregiudizi sul nostro lavoro freelance. Ma non dobbiamo lasciarci abbattere da chi ci chiede quando troveremo “un vero lavoro”.

Quindi la tua follia è quella passione alla base di ciò che fai, la tua determinazione a raggiungere gli obiettivi, il coraggio di pensare fuori dagli schemi ed essere anticonformista nella vita e sul lavoro. Perché essere freelance è uno stile di vita.

E l’elogio della follia del freelance è proprio questo: un incoraggiamento, malgrado tutto, ad andare avanti.

4 falsi miti sui freelance

 

Il lavoro freelance è sempre al centro della discussione. In Italia la situazione non è particolarmente rosea a causa di pratiche tristemente diffuse: sfruttamento del freelance, ritardo dei pagamenti, retribuzioni misere.

Ciò nonostante il lavoro freelance è in continua espansione.
Visto che le assunzioni sono ormai un miraggio, molti scelgono di rimboccarsi le maniche e iniziare un’attività come freelance: liberi professionisti, lavoratori autonomi, lavori creativi che danno linfa vitale al sistema.

Esistono tuttavia pregiudizi e falsi miti sul lavoro freelance che occorre smentire.

1. Essere freelance è un hobby

Si può decidere di diventare freelance per far conciliare una passione con il lavoro. Del resto il lavoro non deve essere considerato per forza come un peso necessario per portare a casa la pagnotta, come un’attività priva di stimoli ma essenziale per vivere.

Un talento creativo inizialmente scoperto come hobby può infatti confluire in un’attività lavorativa.

“Scegli un lavoro che ami e non dovrai lavorare nemmeno un giorno della tua vita.”
Confucio

2. Il freelance lavora gratis

Si può cominciare con attività di volontariato e non retribuite per costruire un portfolio e maturare un po’ di esperienza. Ma questo non significa che il freelance non debba essere pagato.
Il lavoro freelance è lavoro. E come tale va retribuito.

Oltre alle normali esigenze di base per vivere, anche il freelance deve pagare le tasse e i contributi, le spese di gestione della sua attività, il proprio commercialista, provvedere all’aggiornamento professionale per rimanere competitivo sul mercato.

3. Il lavoro freelance è solo creativo

E invece no.
Non si tratta solo di grafici, fotografi, illustratori, copywriter, ma anche di professioni intellettuali: traduttori e interpreti, programmatori, esperti di marketing e così via.

Il mondo del lavoro freelance è decisamente vario. Ciò che accomuna le diverse professioni è un’alta specializzazione e un continuo aggiornamento delle proprie competenze.

4. Chiunque può diventare un freelance

Essere freelance è uno stile di vita. Occorrono grande motivazione, passione per il proprio lavoro, autodisciplina, determinazione, intraprendenza.
Bisogna essere in grado di gestire il lavoro in tutte le sue fasi, contattare potenziali clienti, essere puntuali nelle consegne, impegnarsi nel personal branding e nel marketing della propria attività.

E poi ci sono quei periodi piatti in cui il flusso di lavoro scarseggia e non bisogna lasciarsi abbattere, così come quando occorre essere attivi nel contattare quei clienti che ritardano nei pagamenti.

Se si preferisce il conforto di un’attività stabile con la certezza dello stipendio a fine mese, è meglio non imboccare la strada del freelance: in tal caso il lavoro da dipendente è la scelta più appropriata.

Probabilmente la lista non finisce qui.
Quali sono gli altri pregiudizi sul lavoro freelance?